Nuove Province, I gruppi di opposizione consiliare villacidrese scrivono al Presidente Solinas

0

Villacidro, i gruppi di opposizione consiliare scrivono al presidente della Regione Solinas per rivendicare la re-istituzione della Provincia del Medio Campidano.

Vista la perdita di numerosi servizi e l’enorme difficoltà ad avere risposte alle problematiche del territorio, mentre in questi mesi si stanno portando avanti le attività per rimettere in piedi le province, anche il Medio Campidano si inserisce nel dibattito per voce dei gruppi Uniti per Villacidro, Per Villacidro, Assemblea Permanente e Gruppo Autonomo.

Di seguito il testo della lettera

Comunicato Stampa

Alla cortese attenzione

Del presidente della Regione Sardegna

Dei Consiglieri Regionali

Dei sindaci e dei consiglieri dei Comuni della ex provincia del Medio Campidano

Dei mezzi di informazione

Rivogliamo la nostra provincia

La soppressione (solo apparente) delle province è stata un autentico disastro per il nostro territorio.

Il vittorioso referendum abrogativo del 2012, fortemente voluto dai Riformatori contro i costi di questi enti ritenuti esageratamente esosi, non ha infatti previsto nessun organo sostitutivo o alcuna redistribuzione delle loro funzioni. Perciò, il naturale esito di questo processo è stato il mantenimento in vita delle provincie con tutte le loro funzioni (ambiente, scuole e strade) ma drasticamente depotenziate in termini di risorse economiche e di personale con i disagi che questo determina ai servizi erogati ai cittadini. Inoltre, la cancellazione dei consigli provinciali eletti democraticamente dai cittadini sono stati sostituiti con amministratori straordinari e sub commissari di nomina politica.

I risparmi tanto propagandati si sono rivelati del tutto inesistenti se non addirittura superati dai costi dei danni prodotti. Posto che gli emolumenti dei nuovi amministratori straordinari non si discostano granché dai costi dei vecchi consigli – i quali, comunque, nel bilancio complessivo dello Stato rappresentavano una spesa esigua – vi è l’aggravante che tutte le decisioni sono andate in capo ad una sola persona, che di fatto non ha nessuna relazione col territorio di cui è rappresentante, rimanendo perciò distante dal sentire e dalle esigenze delle comunità di riferimento.

La riduzione drastica dei fondi e del personale, oramai ridotto all’osso perché inizialmente incentivato alla mobilità presso altri enti in prospettiva della prossima chiusura di tutti i servizi, e per via dei pensionamenti avvenuti senza sostituzioni, obbliga i dipendenti “sopravvissuti” a farsi carico di una mole di lavoro sempre crescente, essendo rimasti invariati i compiti ma ora redistribuiti tra i pochi dipendenti ancora in servizio. Inoltre, il taglio dei bilanci, il personale ridotto all’osso e la gestione commissariale, se a malapena consentono di far fronte alla normale amministrazione, figuriamoci se permettono una qualsiasi forma di programmazione per il futuro.

Ma le conseguenze per il territorio vanno ben oltre gli aspetti su citati.

La provincia è un organo intermedio tra i comuni e la regione. Tra i cittadini e i consiglieri provinciali c’è un rapporto più stretto e più diretto rispetto a quanto non avvenga con i consiglieri regionali, ed è perciò più facile, per il loro tramite, far giungere le istanze al massimo organo politico dell’isola.

L’assenza degli organi politici Provinciali si sta misurando soprattutto nel trasferimento o soppressione di numerosi altri servizi a questi apparentemente scollegati. Per rimanere al solo territorio Villacidrese, negli ultimi anni ci sono stati: il trasferimento dello sportello Abbanoa a Sanluri, il trasferimento dello sportello Enas a San Gavino, il trasferimento del centro smistamento delle poste a San Gavino e, cosa ben più grave, il trasferimento, il ridimensionamento o addirittura la chiusura di numerosi servizi poliambulatoriali della Casa della Salute. La presenza di un consiglio provinciale in tutti questi casi avrebbe rappresentato un valido punto di riferimento, un elemento di grande supporto alle battaglie della comunità, e invece la sua assenza si è manifestata soprattutto nell’impossibilità di avere una voce unica e autorevole per l’intero Medio Campidano che ne rivendicasse il loro mantenimento.

Vi sono poi ancora altri aspetti da tenere in considerazione non secondari rispetto ai primi e riguardano le attività produttive e lo spopolamento.

La presenza di uffici e sportelli aperti al pubblico ha implicazioni non irrilevanti sull’economica locale. Personale e utenti frequentano i luoghi in cui si svolgono le attività. Infatti, la presenza dei servizi e uffici periferici territoriali nei paesi, è esso stesso un volano di sviluppo economico determinando un indotto economico per le attività esistenti e creando il terreno fertile per l’insediamento di nuove. Il loro trasferimento, oltre a comportare trasferte spesso lunghe e onerose per gli utenti, dirotta altrove i flussi economici con dannose ripercussioni per tutto il territorio.

Ricordiamo che la Provincia aveva realizzato una serie di progetti specifici sul territorio che hanno portato innegabili benefici, come per esempio la manutenzione, pulizia e miglioramento della viabilità provinciale, la valorizzazione in campo agricolo delle specificità locali a salvaguardia e valorizzazione della biodiversità, l’organizzazione scolastica, la manutenzione delle scuole, programmazione di un piano energetico provinciale nonché, altri servizi alla cittadinanza come l’attività di salvamento a mare, che oggi sono stati praticamente del tutto abbandonati. Purtroppo oggi le comunità del medio campidano vivono una condizione di profondo disagio economico e sociale, a causa della mancanza di un forte riferimento politico territoriale provinciale che, oltre a progettare interventi di sviluppo del nostro territorio, difendeva e cercava di potenziare i servizi esistenti. La sempre più grave carenza di servizi e le ovvie ripercussioni economiche, hanno chiaramente conseguenze anche sull’allarmante fenomeno dello spopolamento. Un territorio senza prospettive, caratterizzato da indici di abbandono scolastico tra i più alti in Italia, dove lo stato disastroso di strade e trasporti aggravano ulteriormente il disagio di chi è costretto a spostarsi per lavoro o altre necessità, inevitabilmente spinge, quando non obbliga, chi ancora ha la forza di farlo a cercare fortuna altrove.

Visto in altri termini, il consiglio provinciale funge anche da scuola di formazione di nuovi e più competenti amministratori di cui la nostra società ha estremo bisogno. E, per gli stessi cittadini, grazie proprio alla maggiore prossimità con i consiglieri provinciali, è più facile valutarne l’operato. Cosa molto più difficile quando si ha a che fare con consiglieri regionali o addirittura parlamentari.

Oggi questo vuoto si misura nella carenza di nuovi amministratori, soprattutto in un’epoca in cui, per via della complessità delle nostre società, è necessario invece avere profili di valore, in grado di muoversi agilmente a livello europeo. Investire nelle risorse umane e nei nuovi amministratori significa anche far crescere politicamente le persone, fornendo loro di luoghi opportuni di scambio e formazione. La democrazia ha dei costi necessari, anche se è più appropriato parlare di investimenti, e senza investimenti non vi è possibilità alcuna di migliorare e neppure gestire adeguatamente la normale amministrazione.

Le unioni dei comuni non possono sopperire alle carenze istituzionali delle provincie diventate sempre più gravi col trascorrere del tempo. Le unioni dei comuni sono enti diversi che si occupano di svolgere in maniera associata le funzioni dei comuni, e sono composte dai sindaci, i quali, tra l’altro, sono stati eletti per amministrare la comunità di appartenenza, non un territorio più ampio, e solitamente sono già oberati dagli impegni amministrativi; le loro candidature e i loro programmi politici nascono dentro le comunità di appartenenza e non contemplano temi che vadano aldilà dei confini comunali. Caricare un sindaco di impegni e responsabilità che erano prima delle provincie significa condannare i territori all’immobilismo.

Il commissariamento delle provincie e il loro accorpamento come è accaduto con la nuova provincia del Sud Sardegna, al cui interno vi sono le ex del Medio Campidano, Carbonia-Iglesias e parte di Cagliari a esclusione della Città Metropolitana, ha implicato la chiusura e l’accorpamento di numerosi uffici. E così, oggi può capitare ad un abitante di Seui di dover andare fino a Carbonia per un determinato servizio.

La soppressione frettolosa delle province ed una loro inadeguata ristrutturazione ha comportato problemi di gestione quasi insormontabili, tanto da obbligare il governo regionale ad un ripensamento per una nuova istituzione delle provincie. Ma il processo di ricostituzione, condizionato dalle diverse e variegate spinte provenienti dai territori più coesi e determinati, rischia di marginalizzare ancora di più i comuni del Medio Campidano e di aggravare ancora di più l’attuale drammatica situazione.

La nostra richiesta perciò è il riconoscimento della centralità del territorio del Medio Campidano attraverso la ricostruzione di una provincia che ne rappresenti le istanze, le proprie peculiarità e le esigenze, secondo forme e modalità che saranno specificate nella legge che in queste settimane è in discussione nelle commissioni del consiglio regionale.

Oggi nel Medio Campidano emerge con forza la necessità di riprendere le redini della gestione del nostro territorio, abbiamo inoltre la forte e insopprimibile esigenza di riavere un riferimento politico a noi vicino con cui dialogare e progettare il nostro futuro. Dobbiamo ricomporre le lacerazioni prodotte dalla colpevole assenza delle istituzioni di questi ultimi anni, dobbiamo rivendicare con forza la riapertura di tutti quei numerosi servizi che sono stati chiusi in questi ultimi anni, potenziarli dove necessario, dare risposte alle esigenze della collettività, offrire a noi tutti una prospettiva migliore di vita perché riteniamo che le nostre comunità dispongano degli strumenti e delle capacità per poterci garantire un futuro migliore.

Villacidro 18 Luglio 2020

                                                                                                                                             Firmato

                                                                                                                               I gruppi consiliari di Villacidro

                                                                                                                          Uniti per Villacidro
Per Villacidro
Assemblea Permanente
Gruppo Autonomo

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.