Villacidro: duro scontro a distanza tra maggioranza e opposizione consiliare

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La Sindaca non comunica ai capigruppo i dati di connessione per partecipare al consiglio comunale in teleconferenza

I fatti

Durante la conferenza dei capigruppo in preparazione del consiglio comunale del 24 giugno, la sindaca Marta Cabriolu e i capigruppo consiliari concordano di svolgere la seduta in presenza ma dopo qualche giorno, inaspettatamente, la sindaca convoca il consiglio in videoconferenza per non meglio precisate ragioni.

E fin qui, nonostante il mancato rispetto degli accordi, ancora tutto bene, non fosse che, per collegarsi in videoconferenza sono necessari i dati di connessione e di questi, fino all’ultimo momento non vi è traccia da nessuna parte.

I capigruppo di opposizione decidono allora per la convocazione di una videoconferenza in piazza municipio in concomitanza con l’avvio dei lavori previsti per le 17.30 per denunciare il grave accaduto.

Solo a partire dalla tarda mattinata sulla pagina facebook del comune vengono pubblicati i dati di connessione, ma la pagina non è un organo ufficiale ed è gestita per sua stessa ammissione dal vicesindaco Spano. Inoltre, secondo l’articolo 9 del regolamento di funzionamento del consiglio comunale, “La convocazione è fatta dal Sindaco tramite avviso scritto da recapitarsi, a cura del messo comunale, al domicilio di ciascuno dei Consiglieri” e, ancora, “L’avviso di convocazione deve essere recapitato al domicilio eletto dal Consigliere almeno tre giorni prima dell’adunanza”.

Detto in altre parole, i consiglieri devono ricevere direttamente dal sindaco, e non per interposta persona, tanto meno attraverso una pagina facebook privata, convocazione del consiglio con i tempi e le informazioni utili a prenderne parte.

La replica

La conferenza stampa non deve essere andata giù alla maggioranza, la quale, dalla propria pagina facebook, risponde stizzita alle accuse rivoltegli dall’opposizione, in particolare deve aver colpito l’affermazione di Federico Sollai di essere “intolleranti alla democrazia”. L’autore dell’articolo chiama i capigruppo “Gli showmen della Minoranza”, e chiede loro come mai denuncino di “non avere avuto il link per partecipare al Consiglio in videoconferenza” quando invece l’hanno trovato “i giornalisti loro amici e compagni di lista, o gli altri cittadini che hanno partecipato al Consiglio (3 cittadini circa, tra cui un giornalista: infatti, erano collegati in 16 tra cui: 11 consiglieri, il segretario e un addetto alla registrazione dei verbali, ndr)”.

Insomma, ce n’è per tutti, compresa la stampa, rea di dare spazio a chi “mette i bastoni tra le ruote a chi cerca di lavorare per il bene del paese, cercando di ostacolare i lavori del Consiglio con il solo intento di screditare il nostro lavoro.

Sarebbe interessante conoscere dal segretario comunale secondo quale norma giuridica è legalmente possibile convocare un consiglio comunale secondo queste modalità

Redazione

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