Villacidro, dubbi e perplessità sulla menzione al Sindaco del Premio Ambrosoli 

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VILLACIDRO. La menzione speciale del Premio Ambrosoli al sindaco villacidrese, Marta Cabriolu, per il suo impegno “nel contrasto ai poteri occulti e agli interessi personali forti di carattere mafioso presenti nel territorio del comune sardo” avrebbe accentuato la spaccatura tra una buona parte della popolazione e la Giunta villacidrese, sempre più arroccata nel palazzo municipale di quello che, oggi più che mai, sembra essere un Paese d’Ombre confuse e disordinate. Da molte persone, le motivazioni addotte dalle personalità del Premio Ambrosoli, che hanno portato alla menzione speciale del sindaco villacidrese, rappresentano un diktat teso più che altro a delegittimare dogmaticamente ogni forma di opposizione contro la Giunta in carica.

Risulta inaccettabile il passaggio del testo in cui la Giuria e la Commissione del Premio afferma che Marta Cabriolu sia stata oggetto “di sistematica e ripetuta delegittimazione locale a mezzo stampa (anche con riferimenti lesivi della sua dignità di persona e di donna)” poiché una simile accusa nei confronti dei giornalisti che firmano gli articoli riguardanti la vita pubblica villacidrese, senza renderne noti i motivi, potrebbero risultare sommaria, grossolana e non supportata da prove oggettive capaci di puntare il dito su alcun giornalista nello specifico.

Gravi rimangono gli atti vandalici di cui è stata vittima il sindaco, con riferimento agli incendi che hanno colpito la sua autovettura, ma se analizzati nella totalità degli incendi che hanno subito i cittadini villacidresi negli ultimi tempi, non supportano alcuna teoria di macchinazione di stampo mafiosa nei confronti del primo cittadino.

Le scritte sui muri, senza contare le infantili offese che denotano una visione passiva della vita politica cittadina dei loro anonimi autori, che accusano il sindaco di quello stesso male mafioso che avrebbe portato la Giuria del Premio Ambrosoli a conferire la menzione speciale, sono a dir poco paradossali e dovrebbero portare l’opinione pubblica a versare acqua sul fuoco piuttosto che fomentarlo.

I gruppi di opposizione in Consiglio Comunale non hanno ben digerito il tentativo di imbavagliare la criticità nei confronti di alcune azioni da parte della Giunta e chiede a gran voce un consiglio straordinario, previsto per il 6 luglio, in cui si tenti di risanare la frattura provocata dal Premio Ambrosoli. Premio che, per rimarcare lo speciale concetto di democrazia e libertà che ha contraddistinto il suo modus operandi, nel comunicato stampa che ha giustificato le sue decisioni ha “intimato” in questo modo chiunque volesse interpretare il loro operato: “Ogni diversa informazione diffusa a mezzo stampa è passibile di querela, denuncia e segnalazione alle autorità competenti per falsa diffusione di notizie e manipolazione intenzionale a fini deliberati di distorsione conoscitiva da parte dei lettori e diffamazione delle persone coinvolte, eventualmente perseguendo scopi illegittimi o illegali, ancor più se distorcendo in mala fede dichiarazioni non ufficiali o intimidendo”. A questo punto bisognerebbe chiedersi cosa intendono per “mala fede”, “diversa informazione diffusa a mezzo stampa”, “manipolazione intenzionale” e “falsa diffusione di notizie”? (i.f.)