Gessica Pittau, da FLI a Emma Bonino: col cambio di casacca arriva la candidatura al Senato 

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Gessica Pittau (la prima a sinistra) insieme a Gianfranco Fini in una convention di FLI

VILLACIDRO. L’assessore al Bilancio Gessica Pittau si presenterà alle elezioni del 4 marzo prossimo con +Europa nelle file del partito di Emma Bonino, nella coalizione capeggiata dal Partito Democratico. Rocambolesco cambio di identità politica da parte dell’assessore e funzionario regionale Gessica Pittau che, chiamata a rispondere del suo cambio di divisa ai microfoni di Villacidro.info, si è defilata lasciando la platea elettorale nel suo dubbio amletico.
L’assessore ha militato per anni nel partito di Gianfranco Fini (Fli), improntato su un’aspra polemica nei confronti degli ultimi afflati sinistroidi del Partito Democratico e della sinistra parlamentare in genere. La posizione politica dell’assessore villacidrese si è sempre dimostrata candida e inequivocabile ma improvvisamente, come un fulmine a ciel sereno, è giunta la notizia della nuova candidatura da parte di uno dei pezzi forti dell’amministrazione villacidrese targata Marta Cabriolu. La scelta di candidarsi a fianco di Emma Bonino sembrerebbe quanto mai ambigua e ingiustificata, non principalmente per ciò che concerne la parabola politica della stessa Bonino che, nel corso degli altri si è resa protagonista di numerosi cambi di divisa che hanno interessato sia le ali più conservatrici del parlamento, sia quelle più pseudo democratiche e progressiste sinistroidi, quanto per il fatto di entrare a far parte del calderone politico sovrainteso niente poco di meno che da Matteo Renzi, sempre osteggiato e combattuto dalla linea politica supportata da Gessica Pittau. L’azione amministrativa dell’assessore al Bilancio villacidrese si è palesata, nei mesi scorsi, nel tentativo di assegnare alla nuova Agenzia Riscossione delle Entrate, erede di Equitalia, la riscossione di alcune tasse a livello comunale. Posizione caldamente supportata da Gessica Pittau che è arrivata a protestare contro la sua stessa amministrazione in Consiglio Comunale che chiedeva di prendere tempo su una decisione fortemente osteggiata dalla minoranza. (i.f.)