Giornalista insultato, deriso e diffamato sulla chat “Noi di alternativa civica”

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VILLACIDRO. “Ecco l’impotente, il giornalista intendo”. E ancora “Unu strunzu”. Sono solo due dei tanti messaggi contenuti all’interno della chat “Noi di alternativa civica” in cui sarebbe iscritta l’attuale Giunta comunale, il gruppo di maggioranza e i loro sostenitori alle ultime elezioni comunali di Villacidro. L’obiettivo primo del “ciattare” degli oltre 30 iscritti sarebbe quello di andare contro “lo scribacchino di Villacidro.info”, ma non risparmiano i giornalisti in genere: calunniati, diffamati, derisi. Di tutta l’erba un fascio: “Questo articolo è di Stefania Pusceddu, mi pare che non si scosti da quello di Villacidro.info. Mangiano tutti la stessa minestra. Grazie Unione Sarda che taglia e cuci”. Questa volta hanno superato il confine delle chiacchiere contro gli organi di stampa. “Lui è la stampa po’ su callonimini che vuole” scrivono nella chat, ma nel mirino è finito anche il paese intero. “Purtroppo -commentano – il livello culturale di molti villacidresi è tale per cui sono davvero convinti che lui (il moralizzatore) sia un giornalista che fa il suo lavoro a dovere”. E ancora: “Dispiace vedere che molta gente in paese vive sulle disgrazie, malumori, pettegolezzi, ignominia sociale. Non hanno un fine, solo godere del male altrui”. Tradotto: “Colpa dei villacidresi che non sono all’altezza di pensare con la loro testa, se fossero come noi il paese sarebbe probabilmente un paradiso terrestre”.  Mettono in dubbio la serietà dei loro colleghi: “I dati dei bilanci sono disponibili ai giornalisti solo dopo l’approvazione. Lui (poveretto) come fa ad averli prima? C’è qualcuno che fa il furbo? Chissà chi è? Di certo una spia”. Come se non bastasse, il gruppo sindacalizza sui contenuti degli articoli e sulle persone che lasciano dichiarazioni. Concordi su una intervista del sindaco di Gonnosfanadiga, Fausto Orrù: “Peccato che avesse preso accordi per intervistare Fausto, e avere in accordo con lui quelle dichiarazioni”. Accuse pesanti contro la stampa: “Uno che ricatta le persone per avere interviste. Veramente assurdo”. E poi l’invito a cercare “giornalisti che non siano di qua, a costo di scrivere su altre testate …Corriere della Sera …La stampa…Il fatto quotidiano”. Insomma, mettere il bavaglio alla stampa locale. Come fossero i padroni della cosa pubblica. Vien da chiedere: invece di accanirsi tanto con chi non si presta a scrivere sotto dettatura, non farebbero meglio a smentire le notizie false? Se ci sono le prove, è semplicissimo: inviatele alle redazioni. Gli articoli nascono da documenti e fatti concreti. Non ci sono notizie belle o brutte. Ci sono notizie. Punto e basta. Il resto è “sciatteria”. Non resta che attendere: quando la matita si spunta, provvede il temperino. Nel frattempo i politici di turno passano, i giornalisti restano. Buon Natale a tutti.