Prevenzione vista: “Alla Asl ci sono i macchinari, ma non il personale”, parola di ortottista 

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LAURA MOCCI

La vista è un bene prezioso che potrebbe essere salvaguardato attraverso la prevenzione, in tutte le fasce di età, in presenza o non di patologie, ma sopratutto quando vi è una familiarità di problemi visivi. Nel distretto ASSL di Sanluri, in mezzo a tanti screening, ne manca proprio uno che salvaguardi la nostra vista. Nella prevenzione rientrano tutti quei deficit asintomatici, dove il paziente risulta essere sano e i sintomi non sono conclamati.

“Nel bambino il deficit visivo più diffuso è l’ambliopia, comunemente conosciuto come occhio pigro” – dice Laura Mocci, ortottista – “Andrebbe diagnosticato entro i 6 anni d’età perché in questi anni avviene lo sviluppo della vista, quindi solamente con una visita di screening si può diagnosticare questa patologia e fare terapia di recupero o riabilitativa soggettiva a seconda della gravità, dopo di che risulterebbe essere molto più difficile se non impossibile recuperare la vista all’occhio interessato. La visita oculistica non sostituisce mai una visita ortottica poiché sono complementari.  Lo screening nel Medio Campidano – prosegue Laura Mocci – è assente, viene valutato solo il riflesso rosso per i bambini da 0 a 1 anno. Mentre per evidenziare altri deficit si dovrebbe valutare il bambino collaborante idealmente verso i 5 anni. Sarebbe bene fare uno screening prima della scuola primaria in modo da poter intervenire.”

L’ortottista è il professionista sanitario che si occupa della prevenzione, valutazione e riabilitazione del problema visivo e questa figura non è presente negli ambulatori del Medio Campidano.  Non è presente in nessuna forma: non per lo screening, non per i pazienti con patologie particolari come la diplopia (visione doppia), dove il paziente di solito viene lasciato con il problema, nemmeno come ausilio agli oculisti che, in questo modo, sarebbero meno oberati di lavoro e potrebbero dedicarsi meglio e con più tempo ai pazienti.

L’ortottista è essenziale anche in pazienti con diabete, compressione e ischemia celebrale, sclerosi multipla, artrite reumatoide e glaucoma. “Il problema dell’assenza di questa figura nella nostra ASSL è evidente nella quasi totale assenza di prevenzione nella nostra zona – tuona Laura Mocci -. La cosa ironica è che i macchinari ci sono, ma non il sopracitato specialista che esegue gli esami. Questo porta a due conseguenze: o il paziente è obbligato a rivolgersi a un’altra ASSL o, se impossibilitato per invalidità, a rinunciare ai controlli. Questo porterebbe non solo a far perdere alla ASSL quel bacino di utenza, ma, in casi estremi, a non diagnosticare in tempo alcune patologie”.

La vista è il senso più prezioso che abbiamo, è meglio non trascurarlo mai. Si spera, perciò, che i frequenti tagli alla sanità non abbiano come conseguenza, di sottrarci la nostra preziosa salute.

Federica Vacca
Federica Vacca

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