La Keller e gli acquirenti cinesi: la solità farsa che dura da sette anni? 

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Il sito web della CHENGDU XINZHU ROAD & BRIDGE MACHINERY CO.,LTD.

VILLACIDRO. In un susseguirsi di novità che da 7 anni non portano a nulla, la settimana scorsa l’ennesimo annuncio di un interessamento da parte della cinese Chengdu Xinzhu Road and Bridge Machinery Co.Ltd all’acquisto della Keller.

È d’obbligo porsi alcuni interrogativi. Qualcuno tra sindacalisti e politici riunitisi venerdì 24 novembre presso il Consorzio Industriale di Villacidro si è preso la briga di verificare la reale consistenza di questa società dai presunti 386.000.000 di euro di capitale sociale?
Per cominciare basterebbe visitare il sito ufficiale: CHENGDU XINZHU ROAD & BRIDGE MACHINERY CO.,LTD. Aiuterebbe non poco. Anche perché una società che vanta più di 4.000 dipendenti, solitamente non si presenta con una pagina ufficiale del genere, una pagina a dir poco ridicola e dalla fattura paragonabile solo a quella delle precedenti società indiane ed egiziane. Anche un adolescente, neofita programmatore degli anni 90, avrebbe saputo fare meglio. Potremmo dire, con ragionevole certezza, che si tratta di una presa per i fondelli, l’ennesima, portata avanti dagli stessi attori di sempre con la complicità degli arcinoti politici e sindacalisti nostrani.

Altra domanda. Qualcuno tra sindacalisti e politici riunitisi venerdì 24 novembre presso il Consorzio Industriale di Villacidro si è preso la briga di verificare come si costruiscono oggi i treni? Non dico in Germania o Spagna. Va bene anche in Cina o India, Paesi spesso da noi considerati alquanto arretrati. Non credo abbiano fatto neppure questo. Dovrebbero farlo. Non tanto per informarsi, quanto per capire che, per reggere la parte, talvolta è necessario anche fornire elementi credibili. Se fate un giro in rete, potrete trovare qualche filmato sui più moderni stabilimenti in Cina e India. Filmati tipo questo:

Guardatelo. Dopodiché ditemi come, con tutta la buona volontà, un qualunque cinese di intelligenza e formazione scolastica e culturale media, che non viva in una landa desolata, economicamente, socialmente ed economicamente arretrata come il nostro Campidano, possa anche solo per un attimo trovare interessante l’acquisto di quel cumulo di rottami che è oggi lo stabilimento Keller. La morte di un industria e la paventata ipotesi di sua riapertura sono un efficace e comodo strumento di ricatto per lavoratori, famiglie e comunità tutta. Una speranza mantenuta in vita con ammortizzatori sociali, utili esclusivamente ad avvelenare lentamente la vita e le coscienze di chi, per una ragione o per l’altra, a questi si aggrappa. Perché, se governo italiano e sardo avessero voluto, le soluzioni si sarebbero trovate e le attività produttive, anche se inizialmente su scala ridotta, sarebbero potute ripartire. Cari ex colleghi Keller, cari tutti, se non sapete, se non avete capito, oggi questo può succedere solo perché non volete sapere e vi rifiutate di capire. La verità è davanti a noi. Come davanti a noi è la soluzione. Pretendete assunzione di responsabilità da parte dei vostri rappresentanti politici e sindacali, pretendete risposte certe. E se non hanno compiuto il loro dovere non rinnovategli la fiducia. Che si mettano a fare altro, in una condizione in cui possano finalmente smettere di arrecare danno. La nostra vita non può essere ridotta ad un’infinita attesa, alla miseria di una promessa, all’elemosina di ciò che per diritto ci spetta.

Ing. Antonio Muscas – ex dipendente Keller

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