Villacidro, Consorzio e Villaservice in consiglio: una farsa durata 5 ore

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VILLACIDRO. Durante l’udienza in Consiglio Comunale del 20 ottobre dei presidenti di Villaservice e Consorzio Industriale si è venuto a sapere che il progetto per la realizzazione del terzo modulo sta andando avanti ed entro la fine dell’anno saranno affidati i lavori “per non perdere i finanziamenti regionali”. Eppure, il Consiglio Comunale il 29 novembre 2016 aveva votato per la richiesta di sospensione sine die al fine di cercare soluzioni alternative e, a ruota, anche il Consorzio Industriale aveva sospeso per tre mesi la procedura. Contro il terzo modulo, fortemente voluto dallo stesso Consorzio e dalla precedente amministrazione, erano state raccolte 5.000 firme e con l’attuale maggioranza guidata da Marta Cabriolu si era raggiunto un accordo per la costituzione di un tavolo tecnico utile a studiare e valutare ogni possibile alternativa.

Il tavolo tecnico per precisa volontà dell’amministrazione di fatto non è mai nato e ora scopriamo pure della decisione per la prosecuzione dei lavori. “Perché al nostro interno”, come ha tenuto a precisare la presidente di Villaservice, “dopo attente valutazioni non abbiamo trovato altre soluzioni”. Poteva essere diversamente?

La sindaca sapeva, ma si è guardata bene dal comunicarcelo. Più volte aveva manifestato la sua grande attenzione per la salute dei cittadini. Attenzione, la sua, che non è servita a mantenere la parola o a intervenire energeticamente quando si sono verificati gli ultimi incendi in discarica per richiedere la messa in sicurezza delle aree circostanti e la verifica delle emissioni. Assieme alla presidente Collu, pur non avendo elementi a conforto, si era invece affrettata a sminuirne la portata e rassicurare chiunque avesse sollevato legittime perplessità. Assieme alla presidente Collu e al presidente del Consorzio Argiolas, hanno deciso fosse meglio proseguire con la realizzazione del terzo modulo. I finanziamenti regionali, evidentemente, valgono più di ogni tentativo di cambiare le sorti del nostro territorio.

Delusione non è il termine corretto per descrivere la sensazione provata dopo le incresciose rivelazioni. Si resta delusi quando dalle persone ci si aspetta qualcosa. E da queste, sinceramente, non è che ci fosse tanto da aspettarsi. La sensazione è più di rabbia, frustrazione e tristezza. Rabbia e frustrazione per la vita che ci passa davanti senza poter da essa prendere il meglio, costretti a rincorrere e contrastare chi della mediocrità ne ha fatto la sua guida e alla mediocrità ci vuole costringere. In un epoca in cui la conoscenza e la tecnologia ci potrebbero permettere finalmente di puntare alla qualità, all’eccellenza, di vivere pienamente la nostra esistenza liberi dal ricatto della fame e della povertà, potendoci dedicare ad attività utili, piacevoli e gratificanti, impiegando con coscienza e la dovuta attenzione, rispetto e lungimiranza le enormi risorse di cui il nostro ancora ricco territorio dispone, siamo invece costretti a fare barriera contro l’imperversare dei mediocri, degli improvvisati, dei cultori dell’arrivismo e della posizione personale. E perciò tanta è la tristezza di fronte al misero spettacolo di chi ha rinunciato a un’occasione: quella di fare la differenza, distinguendosi rispetto a chi l’ha preceduto, di lasciare un segno tangibile del suo passaggio su questa terra ricoprendo incarichi di prestigio. Hanno confuso il punto di partenza con la meta. E una volta arrivati hanno pensato bene di dedicarsi esclusivamente all’ordinario. Sindaca, assessori, consiglieri di maggioranza e presidente della Villaservice, sono arrivati al potere cavalcando l’onda del malumore prodotto dalla pessima gestione dei rifiuti. Promettendo il necessario cambio di rotta. Al Consorzio Industriale e alla Villaservice hanno scalzato due Presidenti ultrasettantenni figli della vecchia logora politica. Ma già appena insediata, la macchina amministrativa nuova di pacca puzzava di stantio: le stesse parole d’ordine, le stesse dinamiche, le stesse bugie di chi li aveva preceduti. Amministrare è certo difficile. Solo un’incosciente può pensare il contrario. Ma la politica è sogno e passione, e suo compito è immaginare un futuro e lavorare sodo per costruirlo. La politica deve ambire a cambiare il corso della storia nell’unico e solo obbiettivo di migliorare il benessere generale. Abbiamo bisogno di persone preparate, decise e coraggiose. Non abbiamo bisogno di persone il cui unico coraggio è quello di correre per occupare un posto. Non ce lo possiamo permettere. (an.me.)

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