Keller, si poteva evitare la chiusura?

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Tutti i retroscena sulla chiusura dello stabilimento della Keller. 

La Keller, dopo la sentenza che ha messo fine alla sua agonia, ha chiuso definitivamente i cancelli. Il Tribunale Fallimentare di Cagliari spiega, in oltre 70 pagine, le motivazioni e tutti i retroscena che hanno portato a prendere, inevitabilmente, questa decisione. L’agonia è durata ben sei anni tra annunci di riaperture, proclami sindacali, passerelle politiche, qualche manifestazione e, forse, troppo silenzio da parte di chi doveva lottare per scongiurare la chiusura. “La storia della Keller parte dal 2008 quando – esordisce Efisio Lasio, CGIL – noi vedevamo delle cose non chiare perché la Keller veniva, in qualche modo, esclusa dalle commesse in quanto non c’erano più le condizioni e l’affidabilità.”  Insieme al Segretario Territoriale CGIL del Medio Campidano, resosi immediatamente disponibile, ripercorriamo la storia che ha portato al fallimento della Keller Elettromeccanica di Villacidro. Assente Gian Luigi Marchionni, Fiom CGIL, con il quale, dopo una settimana di tentativi, non siamo riusciti a metterci in contatto.

Scarica la SENTENZA DI FALLIMENTO DELLA KELLER

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19 COMMENTI

  1. Ormai da tempo il sindacato è diventato una costola della politica, o al contrario è diventato un trampolino di lancio per poi buttarsi in politica. Quello che dispiace è la perdita dei posti di lavoro, che in un periodo di crisi acuta come questo, è un vero e proprio baratro.Ormai è da tempo che ci chiudono tutto, sono rimasti solo capannoni vuoti, e meno male che il Signor Muscas riesce a sopperire, all’emorragia ormai inarrestabile perdita di occupazione del nostro territorio.
    Diciamo pure che l’incesto Sindacato e politica, è servito a illudere e creare aspettative del tutto fantasiose, era da prevedere del fatto che come interlecutori vi erano dei padroni, in questo caso della Keller, inafidabili e pieni di debiti. questo il Sindacato lo sapeva, ma ogni volta che si facevano delle nuove assunzioni, grazie ai soldi pubblici; hanno cavalcato con le solite promesse di lavoro, e fatto una serie di campagne elettorali, sia Regionali, sia Provinciale e non per ultime comunali, per rafforzare il potere politico di tanti personaggi olocali e del territorio. Chi ci ha rimesso è sempre il territorio, e in primo luogo il cittadino.Bisogna dire basta a queste logiche, pilotate e calvacate ormai da decenni è il Sindacato, a questo si è prestato ben volentieri.Questo è il mio modesto pensiero, spero comunque che ci sia ancora qualcuno interessato a rimettere in piede questo stabilimento o per lo più, a rincovertirlo.

    • Velo dico io il silenzio da parte dei dipendenti…900,00€ al mese pagato dalle tasse sulla mia busta paga, lavorando in nero e guadagnando più di me onestamente, e chi telo fa fare manifestare, rischi che poi l’azienda ti fa rientrare a lavoro e poi sono guai.

  2. Continuate a intervistare questi sindacalisti fannulloni,scansafatiche e fantasiosi che non hanno mai conosciuto una giornata di lavoro e fatica e continuano a prendere in giro i lavoratori e onesti cittadini.Nel loro sacco ci sono i sacrifici di tanti e benefici di pochi.

  3. Caro Leo, non vorrai veramente speculare su una disgrazia del genere? Ma a chi credi abbia fatto piacere la fine della keller? Io credo proprio a nessuno, perché qui tutti hanno perso, dipendenti per primi come me che perdono il lavoro, sindacati, politici (PROPRIO TUTTI HANNO PERSO) spero che il fallimento permetta ad un imprenditore veramente serio di prendere lo stabilimento senza farsi carico dei debiti, credo che anche Lasio parli di speranze e non di promesse perché si diverte a prendere in giro, non credo gli convenga giocare su certe cose quando ci sono famiglie con bimbi da sfamare!!Continuo a sperare perché solo quello mi rimane! ! E gente che deride o sfrutta queste cose per fare politica o per fare polemica, mi fa solo schifo, qui il problema è di tutti nessuno escluso.
    SI SALVI CHI PUÒ!!!

  4. Il problema è che crediamo e demandiamo i politici,
    che ci fanno tante promesse sopratutto in periodo pre elettorale.
    Assumono tanti impegni per migliorare la vita ai cittadini.
    Chissa perché una volta seduti viene a tutti una sorta di amnesia. ……
    di conseguenza il povero ed onesto, resterà a mani vuote.
    è ciò che stà succedendo da un trentennio a questa parte,a partire dai gradini piùalti.hanno tolto ciò che i nostri padri con lottee e proteste avevano aqacquisto.
    Poveŕa gente,non si può neanche dire poveri giovani! !!
    Auguri a tutti speriamo di svegliarci dal letargo

  5. credo che l’analisi fatta da Lasio sia corretta per chi come il sindacato ha seguito la vertenza dall’inizio della crisi anche se le c’é chi crede di fare le pulci agli altri quando invece dovrebbe riflettere sul ruolo della stampa che è di cronaca e non inquisitorio.
    Speriamo che la fabbrica venga rilevata alla faccia di chi gode delle “sconfitte” altrui…ma tanto si sa meno lavoro per gli operai più lavoro per la stampa…non bannatelo grazie

  6. Credo non ci sia molto altro da aggiungere all’analisi storica ed economica fatta da Sig. Lasio. Ripercorre con lucidità di dettagli quanto avvenuto.
    Non riconoscere il contributo dato dal Sindacato, dalle forze politiche, dall’Amministrazione di Villacidro e dalle Istituzioni è malafede o ignoranza; l’impegno profuso da loro in questa lunga lotta di intrecci economici e politici dove il giusto compromesso tra le richieste di chi investe economicamente, le richieste del territorio e delle parti sociali coinvolte avrebbe dovuto trovare riscontro nell’attuazione del piano industriale, va’ lodato e apprezzato. Con la parola fine chi ci ha rimesso sono i lavoratori, l’indotto, l’economia di un territorio tutto.
    Ora nell’interesse collettivo è necessario impegnarsi con qualsiasi risorsa che possa permettere il rilancio con dei nuovi imprenditori.
    E’ necessario abbandonare le contrapposizioni e lavorare tutti quanti nella stessa direzione. Anche con l’informazione di questo blog, che se fatta con obiettività e non al servizio dei soliti noti può dare il suo contributo.
    Ho molto apprezzato il Sig. Lasio perché preferisco coloro che, come lui, davanti al Rubicone decidono di attraversarlo, mentre questi che ne criticano l’operato probabilmente sarebbero ancora la’ a pescare trote.

    • La questione è che dal 2008 e 2009 si sapeva di che pasta erano fatti “i padroni” dello stabilimento,erano delle componenti non molto limpide e difficili da sbobinare nei dettagli, perfettamente daccordo sono dei professionisti in questo.Ma tornando a bomba i lavoratori a casa, per la sfortuna loro e delle loro famiglie, con tanti problemi per mandare avanti la carretta, invece per chi del sindacato nè fà uno strumento di contrattazione e per la difesa del dipendente, e della tutela dei suoi diritti, tanto di capello. Ma chi di questo ne fà un’opportunità solo di sedia e di potere, anche poitico; e per alcuni in modo poco trasparente, tanto che , invece di tutelare i loro iscritti, sistemano i propri figli in ditte esterne, fedi ultimamente fonderia di S. Gavino.Questo non và bene.. non và assolutamente bene, tutti abbiamo figli da sistemare in questi tempi, ma chi si impegna in questa materia, si deve riservare un pò prima di fare del clientelissmo in casa propria. Abbia almeno l’accortezza e non chiedo molto da dipendente, ormai senza lavoro, di rinunciare alla delega che noi lavoratori gli abbiamo dato.Si vergogni e chieda scusa.

  7. caro nonso io non speculo su nessuno è ho tanto rispetto x i lavoratori detto questo confermo ciò che ho detto prima i lavoratori ha casa i sindacalisti e politici sempre seduti li non cambiano mai sono li seduti da decenni. X la storia già vista fatti un giro all’interno della scaini poi ragionarci su

  8. Non si vive di analisi e convegni, si dice” parlare bene e razzolare male”…ci vogliono i fatti,e’ dimostrazione e non fantasia che i rappresentanti sindacali e politici locali non sono dei Campioni di laboriosita’ e di altruismo.Agiscono per sistemare amici e parenti e questo non e’certo un fatto nascosto ma evidente ai cittadini.
    Piena e totale solidarieta’ ai lavoratori ma no’ di certo a chi li rappresenta sindacalmente.

  9. Non ho certezze mami sono fatto una convinzione: gli imprenditori che hanno rilevato la keller dopo il primo fallimento hanno visto nell’azienda di Villacidro un’ottima occasione per finanziare le proprie aziende, tutte impegnate in gare d’appalto nel settore pubblico.
    E come si finanzia idealmente un’azienda di questo tipo? Con fondi “invisibili”.
    Puoi forse fare fondi invisibili con Trenitalia? Non credo.
    Forse con qualche commessa in Iran? Più probabile.
    Per me la keller è stata questo, un mezzo per pseudo imprenditori senza scrupoli, un bancomat utile per altri scopi.
    Nessuno degli imprenditori di allora ha mai pensato di arrivare a costruire treni a Villacidro, cosa peraltro mai fatta e per la quale non c’erano competenze sufficienti.
    Siete (siamo) stati truffati da imprenditori che non avevano nessuna intenzione di fare impresa a Villacidro.
    Il tutto é stato possibile grazie alla complicità della direzione, sicuramente connivente.
    Il sindacato in questa vicenda é contato come il due di picche. Si sarebbe finiti così anche se avessimo avuto Landini al posto di Marchionni.

  10. chi ci ha messo la faccia e le energie non sono sicuramente i protagonisti di questo blog che buttano fango su persone che hanno consentito che lo stabilimento non fallisse 5 anni fà e sicuramente fra questi c’è qualche lavoratore che prima ha usufruito dei sussidi e adesso attacca chi ha contribuito a dargli da mangiare in questi anni con un lavoro serio di ricerca di un imprenditore in questo periodo di assoluta crisi internazionale….meschini e falsi…nonchè vigliacci, non dimentichiamoci che 4 tecnici, di cui uno noto a villacidro, hanno chiesto il fallimento e il sindacato ha fatto ricorso col ministero industria e le regioni sicilia e sardegna purtroppo andato male e adesso attaccare è troppo facile

  11. il lavoro serio di ricerca trova imprenditori seri, non ricorsi e corse nei vari ministeri per contrattazioni che non riguardano la sopravvivenza di una impresa ma di una cassa integrazione, forse necessaria fino al completamento di piani economici di qualcuno…
    sarebbe interessante scoprire le crescite economiche dei varii sindacalisti impegnati nella faticosa impresa di tenere in piedi a parole qualcosa che i tecnici, che cattivoni, dichiararono fallita già 5 anni fa. Forse chi ci ha messo le energie vorrebbe chiedere un contributo per i cinque anni di cassa integrazione strappati ai politici…ma la dietrologia è lo sport dei venditori di parole e forse è giunto il tempo che vi rendiate conto che lo sport non da pane se non ai campioni, guardate Renzi..lui si.

  12. perchè non la prendi tu uomo sapiens, sapiens, magari un pò d’intelligenza esce fuori.Ma il problema che non si capisce
    se lo fai di proposito o ci studi sopra per sembrare così agli altri,se cosi fosse abbiamo un caso più unico che raro.

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