Un incontro promosso da Provincia e sindacati per affrontare la vertenza Medio Campidano

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Cgil, Cisl e Uil contro l’arretramento dello Stato dai territori: “E’ necessario un Piano straordinario per la ripartenza dell’economia locale”.

La “Vertenza Medio Campidano” sarà al centro del prossimo incontro, promosso dalla Provincia e sindacati, che si terrà entro l’ultima decade di novembre 2012 con i 28 sindaci, i consiglieri regionali, i deputati, le organizzazioni professionali e le forze politiche del Medio Campidano.
Lo ha deciso il Coordinamento territoriale dei servizi pubblici nell’ultima riunione tenutasi a Sanluri, presso la sede della Provincia. Sindacati e Pubblica Amministrazione convengono sulla necessità di non abbandonare il territorio, le sue risorse e i servizi pubblici: l’unità di proposta non è semplice ma è indispensabile perché il recente e irrazionale programma di riordino istituzionale potrebbe svuotare il Medio Campidano. In quest’area, infatti, il paesaggio non è stato distrutto dall’espansione urbana come è successo altrove e, nonostante tutto, non ha perso la sua identità rurale, per cui è possibile sperare nella ripartenza dell’economia attraverso un intervento straordinario, finalizzato alla rivalutazione e coltivazione del territorio.

Villacidro.info – 13 novembre 2012

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2 COMMENTI

  1. E così, dopo aver abbandonato a se stessa l’agricoltura per dedicarsi all’industria perchè pagava meglio, dopo essere stati mandati a ca..re dalla industria perchè costavano troppo, dopo aver sponsorizzato l’ecologia ed essersi accorti che non paga, dopo aver svenduto il territorio a chi lucra sulle energie alternative senza lasciare spazio alle iniziative di chi alla fine, le tasse le paga e ne risponde con la sua pelle, questi ladri venditori di fumo si ricordano degli unici che non possono andarsene in altri paesi perchè, volenti o nolenti sono legati alla terra che prima amavano ed ora sta diventando il laccio che li uccide.
    Spero che in questa riunione i sopraddetti ci spieghino quali sono i soldi che intendono spartirsi sulle spalle dei poveri fessi; forse quelli dei finanziamenti EU che in regione un branco di pseudo tecnici incompetenti e fannulloni non è stato capace di distribuire…o quelli che ora (soldi nostri, delle nostre tasse) si godono le migliaia di stipendiati dei vari Enti che in teoria dovrebbero aiutare gli agricoltori ma che finora hanno fatto da sbarramento famelico senza dare NULLA agli agricoltori, il tutto spalleggiato e permesso da quei sindacati che avrebbero dovuto chiedere i conti ma hanno solo chiesto quote per ogni piccolo servizio reso.

  2. Ma, qualcuno si è mai chiesto cosa accadrebbe se, improvvisamente, scomparissero 3000(solo in Sardegna) di questi personaggi? rendendo ovviamente disponibili i denari del loro costo^?
    Mi ricordo, anni 60, quando il Primo piano di Rinascita per la Sardegna fu di
    400 milioni di lire e qualcuno propose di dare a ciascun sardo le 500.000 lire che rappresentavano allora quei soldi se divisi.Mi sono spesso chiesto se quei primi soldi sarebbero stati utilizzati meglio di quanto lo siano stati…..

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