Stazione di San Gavino: multati i pendolari; ma i parcheggi non bastano

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Una lettrice ci scrive per raccontare la sua disavventura alla stazione di San Gavino Monreale. Dopo una giornata di lavoro una multa per divieto di sosta.

Ma il problema non è dei pendolari che quel treno devono prendere. Chi non abita nei dintorni della stazione è costretto ad arrivare in auto alla stazione e se i parcheggi ufficiali sono tutti occupati restano due alternative: o si parcheggia dove la macchina fisicamente non crea disturbo o si torna a casa.

Ieri sera sono rientrata presto dal lavoro per stare un’ora in più a casa. Con un bimbo immerso nella novità della prima media, ho da fare i compiti, oltre ai lavori che abitualmente le mamme e chi ha una casa da gestire, eseguono a fine serata, dopo una giornata di lavoro lontano da casa, dal proprio paese.
Come tutte le mattine sveglia alle 5:45 e, come tutti i giorni, venti minuti di auto per arrivare alla stazione; parto con il treno delle 7:00 che da San Gavino Monreale mi porterà, a Dio piacendo, a Cagliari.

Insieme a me tante persone; ci si incontra tutti i giorni, al solito orario, tutti trafelati, ognuno con i propri problemi, con i propri pensieri, con le preoccupazioni rivolte ai bimbi lasciati a letto, ai vecchi genitori bisognosi d’aiuto, al pranzo lasciato già pronto, al lavoro, al viaggio, se da seduti o in piedi… Molti, sul treno, leggono, alcuni ascoltano musica ed altri …. spesso si sta in piedi, spesso stretti stretti quindi con ben poche alternative; si viaggia in angusti vagoni, che sanno più di farwest che di viaggio in un paese occidentale.

Molti siamo dipendenti, lavoratori/lavoratrici part-time, alcuni viaggiano per poter lavorare solo poche ore. Per guadagnare pochi euro e riuscire a far quadrare i conti in famiglia.
Oggi, al rientro da Cagliari, però, mi aspettava una bella sorpresa; del resto è quasi Natale, avrei potuto pensare che il periodo era quello del donare e del ricevere.
Il “regalino” era del Comune di San Gavino. Una bella multa per parcheggio in sosta vietata! Sosta vietata? Già, fuori dagli spazi segnalati, ma a fianco al cordolo della strada, senza creare intralcio ad alcuno, tutti ben allineati ma con parte della autovettura che “sporge” per ben 80 centimetri! Auto che non danno fastidio a nessuno!
Chissà quante volte abbiamo sbraitato contro le auto invece che all’interno del paese sono parcheggiate in doppia fila, o ben al di sotto del limite minimo da un incrocio che ti fanno dimenare in manovre azzardate per evitare di andarci addosso anche se ne avresti una gran voglia: quelle sarebbero auto da multare signor sindaco!

Le nostre sono auto lasciate di corsa, negli unici spazi disponibili, perché i pochi parcheggi ufficiali sono occupati nei dieci minuti precedenti (i pendolari di San Gavino magari si vergognano ad arrivare cinque minuti più tardi e correre il rischio di prendersi la multa, magari da un parente o da un vicino di casa).

Oggi, altri, che rientravano come me, dopo una giornata di lavoro, hanno trovato la gentile pretesa di dono natalizio del Comune. Sul foglietto rosa non c’era scritto “Aiutateci a rimpinguare le casse comunali “, ma l’intento era solo ed esclusivamente questo. Per alcuni la giornata lavorativa non sarà sufficiente a pagare la multa!
Troppo semplice, passare alle nove del mattino a riscuotere, quasi fossimo contadini obbligati a versare la decima; abbiamo la colpa di dover prendere il treno per andare al lavoro, perciò si deve pagare l’obolo, perché i posti franchi sono stati tutti, molto rapidamente, occupati. Certo che se il signor vigile si fosse scomodato a vedere la situazione alle sette del mattino, forse il sapore rimasto in bocca non sarebbe stato così amaro.
Da quando esiste la stazione di San Gavino, da un calcolo che era stato pubblicato qualche anno fa, è noto che il fabbisogno di posti auto è pari a 500; si parcheggiava nei pressi della vecchia stazione.Quando la stazione era in mezzo al paese c’era posto per tutti. Nella nuova stazione sono stati previsti circa 150 parcheggi! E gli altri 350 posti auto che sarebbero necessari? Cosa importa, magari si riesce a racimolare qualche soldo facile…! Così avrà pensato qualcuno! Con il benestare di tutti, di tutti gli altri che non siano i pendolari.
Qualcuno potrebbe ritenere la sanzione corretta, auspicando che un paio di passi non fanno amale a nessuno, suggerendo quindi posti auto un poco più distanti. Sbagliato! Non ci sono posti un poco più lontani, se non lontani davvero, oppure usare i parcheggi a pagamento dell’ospedale o infilarsi nei parcheggi privati dei supermercati presenti poco distanti. Restano solo le strade che confinano con la stazione ferroviaria. E camminare lungo la strada, già perché mancano pure i marciapiedi. Però questo non deve essere un problema del Comune, che già ha dovuto spedire i suoi vigili per sanzionare!

In Sardegna si è penalizzati per i trasporti, come si è penalizzati per altre carenze, talvolta reali, talvolta create dalla pochezza dei nostri amministratori e dalla scarsa volontà di tutti noi ad impegnarci davvero, oltre che nel proprio lavoro e nella propria famiglia, anche nella vita sociale; dovremo davvero sforzarci per rimuovere i comportamenti egoistici e l’opportunismo di tanti.

I pendolari, coloro che usano un mezzo pubblico in luogo di quello privato, dovrebbero godere di maggior rispetto e attenzione: evitano l’uso indiscriminato delle auto che inquinano le nostre città ed intasano le strade di traffico rendendo invivibili i nostri centri storici o le nostre belle strade; i pendolari dovrebbero godere di un occhio di riguardo proprio per la scelta fatta (fosse solo perché il costo dell’auto è diventato davvero insostenibile per quelli che devono campare uno stipendio non proprio stellare).
Invece ci regalano le multe, ci riservano treni lenti, sporchi e talvolta nessun treno. Condividiamo però con gli altri, più privilegiati, strade dissestate e piene di buche, prezzi della benzina alle stelle pur avendo la raffineria più grande d’Europa dietro casa.
Non mi pare un buon sistema, mi sento arrabbiata e, sapendo che comunque quella multa la pagherò, per farmi sbollire la rabbia ho deciso che a San Gavino non spenderò più un soldo per un bel po di tempo; è un’amara rivalsa, ma non farò la spesa al market, non mi servirò più nella consueta macelleria o panificio. Al diavolo, sceglierò diversamente e parlerò male dell’amministrazione comunale con tutti quelli che mi capitano; anche se i componenti dell’amministrazione comunale delle mie parole e delle mie spese se ne infischiano alla grande.

(lettera firmata)

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5 COMMENTI

  1. Tutto cio mi ricorda la vicenda delle multe di San Teodoro, fatte solo a chi veniva in vacanza in Sardegna, quindi condannando a pagare chi veniva da fuori. Il comune di San Gavino sa benissimo che arrivano moltissimi pendolari dai vari paesi limitrofi,(Villacidro Gonnosfanadiga Guspini, e cosi via)ma è meglio far cassa sotto le festivita, piuttosto che fare un numero adeguato di parcheggi.Sapendo gia come stava la situazione quando la stazione stava nel paese, come mai non si sono fatti subito i parcheggi che servivano?
    questa è una domanda che ha gia una risposta, xche bisogna usare i parcheggi a pagamento dell’ospedale, oppure, come appunto è successo , multiamo i poveri pendolari, che tanto non fanno storie.

  2. La nuova stazione di San Gavino è il regno dell’anarchia, gli automobilisti parcheggiano dove gli pare, perfino nei posti riservati agli invalidi o ai taxi(che non esistono). L’ultima moda è quella di usare gli spazi riservati ai clienti di 2 supermercati che distano appena cento metri. Nella strada che unisce le due rotatorie proprio davanti alla stazione è presente un divieto di sosta in entrambi i lati ed è posizionato appena 10 o 15 metri dalle rotonde. Ovviamente chi parcheggia prima o dopo il divieto, che è ben segnalato, rischia una multa. Conviene che la signora parcheggi all’interno della stazione, anche in doppia o tripla fila, anche in mezzo alla strada, perchè quell’area è privata ed è di pertinenza della polizia ferroviaria che in 5 anni non ha multato alcun automobilista, perfino i più arroganti maleducati pirati cafoni

  3. Le pare corretto ed etico il suo consiglio? Non ho mai neppure pensato di utilizzare i parcheggi per i disabili, né quelli della stazione né altri, nè tantomeno lasciare l’auto lungo le rotatoie, spesso invece incorniciate d’auto.
    Consiglia di lasciare le auto all’interno dell’area “autorizzata” magari in doppia o tripla fila: mi spiace ma non condivido la sua idea assolutamente destabilizzante che porrebbe non pochi problemi di ordine pubblico; non si correrebbe il rischio di prendere una multa per sosta vietata, ma si squarcerebbero le gomme e si frantumerebbero i parabrezza, per aver impedito a chi rientra per primo (forse ignora che i pendolari rientrano in orari diversi) di prendere l’auto e rientrare a casa propria perché la mia blocca l’uscita; Dovrebbe chiedersi come fare a non creare problemi al prossimo, invece che aizzarli uno contro l’altro.

    Ognuno pensa come gli pare e parcheggia dove può, per negligenza di altri.

    Saluti

  4. Gentile signora, si paghi la sua multa e si ricordi che il cartello di divieto di sosta va rispettato altrimenti si rischia una multa. Se poi non dovesse ricordare cosa significano le frecce rivolte verso l’alto o verso il basso sotto il cartello di divieto di sosta dia una rispolverata al libro della teoria per la patente di guida.

  5. Buona sera signora Sara, rispondo volentieri alla Sua garbata lettera, ancorchè polemica, per fornire alcune precisazioni. Sappiamo benissimo che i parcheggi della stazione sono sottodimensionati rispetto a quelli occorrenti ma Le assicuro che stiamo provvedendo, con un finanziamento regionale di 1.500.000,00 euro, a realizzarne altri 350 di cui 150 custoditi per coloro che vorranno parcheggiare in luogo più sicuro. Gli espropri sono già in fase di esecuzione, e quando sarà ultimato l’iter potremmo dar corso alla gara d’appalto per i lavori. Purtroppo i tempi sono notevolmente lunghi, rispetto al normale di alcuni anni fa, a causa del Patto di Stabilità imposto dalla Comunità Europea, che costringe comuni, province e regioni a spendere solo entro un certo limite. Voglio però assicurarle che l’amministrazione non se ne frega di chi segnala un problema, ma cerca di risolverlo o perlomeno attenuarlo. Quanto da Lei descritto corrisponde al vero, ma i vigili fanno solamente rispettare quelle che sono le normative e le regole sulla circolazione. Sono convinto che queste mie precisazioni non attenueranno il Suo disappunto, e tantomeno Le faranno cambiare idea sugli acquisti, ma mi creda, queste situazioni mettono in imbarazzo anche l’amministrazione comunale. Con stima,Gianni Cruccu

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