Rubato e dato alle fiamme il furgone di un impresario

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VILLACIDRO. Un furgone parcheggiato in strada con il suo carico di materiale elettrico è stato rubato poco prima dell’alba di sabato, portato nelle campagne di Serramanna e, dopo essere stato svuotato per buona parte, dato alle fiamme con il probabile intento di eliminare ogni possibile traccia che potesse condurre agli autori del furto.

Quando qualcuno si è accorto del rogo e ha dato l’allarme al 112 dei carabinieri e al 115 dei vigili del fuoco, giunti una decina di minuti dopo sul posto, il veicolo era ormai quasi interamente avvolto dalle fiamme e parzialmente distrutto. Il furgone apparteneva all’impresario Giuseppe Cuccu, 50 anni, di Villacidro, che lo aveva parcheggiato la sera prima non lontano dalla sua abitazione, in una piazzola del tratto terminale di via Nazionale, di fronte al distributore di carburanti Erg. I danni complessivi, fra il veicolo e il materiale elettrico perduto (compreso quello rubato), ammonterebbero a oltre 15mila euro. Il furto sarebbe avvenuto prima delle 4. Il tempo di raggiungere le campagne di Serramanna, località “Su Planu”, per poter fare con tutta tranquillità una cernita delle cose da rubare e caricarle su un altro veicolo, infine il fuoco distruttore appiccato a più parti del furgone.

Il bagliore delle fiamme nell’oscurità della notte hanno attirato l’attenzione di un allevatore diretto al proprio ovile, che si è avvicinato e ha chiamato immediatamente vigili del fuoco e carabinieri. Da Sanluri sono arrivati una squadra di pompieri con l’autopompa e una pattuglia del nucleo radiomobile della Compagnia, ma ormai il furgone era già diventato un imponente falò. Quando le fiamme sono state spente, del veicolo era rimasto ben poco. Sull’accaduto indagano i carabinieri di Serramanna. (l.o)

Villacidro.info – 10 ottobre 2012

Articolo integralmente tratto da: La Nuova Sardegna

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2 COMMENTI

  1. Ora…dopo gli ultimi episodi di professionisti danneggiati da attentati incendiari di questo tipo, ora ditemi che dietro non c’é il tentativo di un racket di tipo “mafioso” di instaurare un controllo sul territorio. Ora se l’ammiraglio Keten, lasciasse perdere di sguinzagliare i mastini alla ricerca di “mazzolin di marjuana” e si dedicasse a stanare e decapitare questa nuova “impresa nascente”, ne godrebbe la popolazione intera.

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