Sisinnio Piras: “73 milioni per il Medio Campidano”

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Una pioggia di soldi in arrivo nel territorio mediocampidanese.

“Sono in arrivo 32 milioni di euro per l’ospedale di San Gavino Monreale, 2,5 per la messa in sicurezza dei vari presidi territoriali della Asl di Sanluri, inseriti nella delibera del Cipe che assegna alla Sardegna 541 milioni di euro. Per le bonifiche dell’area mineraria di Montevecchio ben 40 milioni e 9 per le bonifiche di Santa Miali a Furtei”.

Lo afferma, in una nota stampa, il consigliere regionale del Pdl Sisinnio Piras, in merito alla “pioggia di finanziamenti per il Medio Campidano”.

“Complessivamente – afferma Piras – arriveranno nel Medio Campidano ben 73,5 milioni di euro per il nuovo ospedale e 49 per l’ambiente. Per quanto riguarda l’ospedale, questa è la risposta alle istanze del territorio, e a chi ha sempre demagogicamente portato avanti una battaglia strumentale contro la Regione Sardegna, facendo apparire il centrodestra come avversario della sanità territoriale”.

Ora non resta che attendere azioni concrete da parte del governo regionale.

Villacidro.info – 6 agosto 2012

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11 COMMENTI

  1. Sia i 40 milioni per le bonifiche di Montevecchio che i 9 milioni per l’area di Furtei dovrebbero essere assegnati a IGEA, società “in House” della regione Sardegna, nata appositamente con tali compiti statutari. Ma le recenti norme sulla “spending review” del governo Monti dicono che le società in house, a totale capitale regionale, devono essere fortemente ridimensionate, se non addirittura sciolte. Nello specifico qualcosa non è chiaro. Risorse, se davvero reali, destinate ad una società dal destino quanto mai incerto. Sulle risorse per l’ospedale troppe volte sono sparite e poi riapparse.

  2. Continuo a pormi una domanda: se noi sardi abbiamo deciso di abrogare la provincia del medio-campidano, perchè i nostri politici eletti da noi sardi, non rispettano il nostro voto e la smettono di parlare per la “non dovrebbe più esistere provincia del medio campidano” ?

  3. Il ridimensionamento della spesa pubblica “spending review” del Governo Monti , che graverà sulla Sardegna, sarà di 500 milioni di Euro, ed è ben noto che graverà anche sulle provincie e le società “in House”, come l’IGEA. I 40 milioni da impiegare per la bonifica del complesso minerario di Montevecchio (annunciati dall’articolo in discussione), ancora una volta svaniranno senza che queste somme siano davvero spese bene, ma soprattutto con benefici concreti a favore dell’ambiente, della salute umana, della flora e della fauna. Mi riferisco alla bonifica del Rio Irvi – Rio Piscinas che, a distanza di 13 anni, ancora riversa le sue acque inquinate sullo splendido mare di Piscinas, trascinando con se sostanze altamente inquinanti e nocive: piombo, zinco, nichel, mercurio e cadmio, che colorano di rosso i sedimenti e le acque.
    Queste acque, che nascono dal Pozzo Fais della miniera dismessa di Casargiu, per sette chilometri attraversano uno dei bacini idrografici più caratteristici dell’arburese, appunto il “Rio Irvi – Rio Piscinas”, per poi tagliare in due la piana di Piscinas e successivamente riversarsi in mare dopo la ex diga mineraria, hanno distrutto e inquinato irreversibilmente uno dei paesaggi naturalistici più belli e suggestivi della Sardegna. Non dimentichiamoci che tale area, seppure gravata da tutti i vincoli paesaggistici e naturalistici esistenti nel nostro Ordinamento, non è mai stata oggetto di una vera bonifica. Questo disinteressamento manifestato dai vari politici regionali di turno, dalla dismissione delle miniere fino ad oggi, ha permesso che queste acque e i relativi fanghi rossi, per via delle piogge, del vento, dei battistrada delle automobili, del calpestio animale, venisse trasmesso anche alle aree circostanti, alla sabbia, alle spiagge, alle dune e alla vegetazione. Diversi studiosi naturalistici internazionali , ma anche diversi laureandi che hanno studiato l’area e presentato tesi specifiche, hanno appunto trovato sostanze inquinanti anche sulla flora e sulla fauna. 40 milioni di Euro annunciati dall’articolo riguardano il complesso minerario di Montevecchio, ma se dovessimo effettivamente fare una bonifica integrale di Casargiu, Rio Irvi, Rio Piscinas, Piana di Piscinas e relative spiagge, forse basterebbero solo per quest’area.
    Ma come ho già detto nel mio esordio, queste somme svaniranno nel nulla perchè andranno a rimpinguare le casse dell’IGEA, che forse è in via di estinzione, o nella migliore delle ipotesi in via di ridimensionamento, come sostiene Aldo Pusceddu.
    Per il “Rio Irvi” sono stati già spesi una barca di soldi per la realizzazione di un depuratore a Casargiu, prima dalla Provincia di Cagliari, poi da quella del Medio Campidano (circa 2 milioni di Euro), ma l’IGEA che ha ottenuto l’impianto in gestione dalla Provincia VS, sostiene che tale impianto non è in grado di soddisfare le esigenze del caso. Le acque che fuoriescono dal Pozzo Fais (miniera di Casargiu), fuoriescono 50 litri d’acqua al secondo (ricchi di veleni), mentre l’impianto può depurarne solamente 15. Per tale ragione l’impianto è funzionante ma è fermo da anni, e come ho già detto continua inesorabilmente a scorrere ed inquinare fino a Piscinas. L’IGEA si giustifica nell’affermare che per l’adeguamento dell’impianto occorrono altri milioni di Euro (ma solo per l’impianto), e semmai dovessero veramente metterlo in funzione, per chissà quanti milioni di Euro, resta comunque il fatto che i sedimenti rossi del Rio Irvi – Rio Piscinas, le aree circostanti, e con esse la sabbia, le spiagge, le dune, la flora e la fauna, continueranno a liberare e trasmettere all’ambiente e a noi esseri umani: piombo, zinco, nichel, mercurio e cadmio.

  4. Povero Sisinnio, per una volta che si “fiara accuttu” ad annunciare fantomatici finanziamenti prima di qualche altro trombone, gli fate una sacco di storie! Ma lasciatelo dire… piuttosto, guardatevi bene dal votarlo ancora!!!

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