Ora la protesta delle donne va avanti a «pane e acqua»

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Tra le sette donne anche una ragazza di Villacidro, Claudia Aru.

CAGLIARI.  Dopo dieci giorni di digiuno le donne hanno deciso di mantenere la parola data e riprendere a mangiare. Almeno pane e acqua. Come avevano dichiarato alla presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo al loro primo incontro.
«Abbiamo prima voluto aspettare di conoscere la convocazione straordinaria del Consiglio — spiega Claudia Aru, giovane laureata di Villacidro — poi da mercoledì abbiamo iniziato a mangiare pane e bere acqua, come avevamo promesso alla Lombardo. Il presidio però continua, siamo in attesa di notizie certe, non possiamo mollare così, non abbiamo ancora niente di certo in mano».

La protesta dunque va avanti, nonostante tutto. Nonostante le critiche; nonostante i comunicati stampa di chi le definisce «evasori fiscali» e si scaglia contro chi ha dato loro solidarietà; nonostante l’ostruzionismo e la strumentalizzazione di quanti continuano a classificare la protesta come una battaglia politicamente targata Irs.

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Eppure le donne sono sempre state chiare: «Non è una battaglia politica e non è una battaglia di genere». Intanto ieri sera è partita una nuova mobilitazione in segno di solidarietà: a Sassari e in diversi altri centri dell’isola è partita la protesta del «pane e acqua». «Siamo qui a manifestare il disagio di tutti e il malessere nei confronti di un sistema bancario ed economico in metastasi. È importante che questa iniziativa sia contagiosa — aggiunge Claudia, una delle protagoniste della protesta — vorremmo che si diffondesse in tutta l’isola».

Bettina Camedda

Villacidro.info  19 novembre 2011 – Fonte: La Nuova Sardegna

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