“Diffidate da chi promette posti di lavoro”

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Concetta Vacca, nata il 24 luglio del 43, Villacidrese doc, ha respirato la politica fin da piccola.

È vissuta sempre in mezzo alle associazioni: Azione Cattolica, Lega Missionaria Studenti, Acli di sinistra con le prime battaglie della contestazione studentesca, gruppo del Manifesto fino alla candidatura nel 1975, come indipendente, nelle liste del PCI, di cui qualche anno dopo ha preso la tessera. Ha partecipato attivamente alle diverse manifestazioni e occupazioni anche del liceo, delle terre pubbliche in via di concessione alle cooperative. Nell’amministrazione comunale ha ricoperto l’incarico di assessore al decentramento dando vita ai Comitati di Quartiere, istituzionalizzati dall’allora amministrazione comunale. La partecipazione dei cittadini era cosa attiva: presentazione del Bilancio del Comune prima dell’a approvazione definitiva, organizzazione della collaborazione dei cittadini per alcuni servizi importanti: distribuzione dell’acqua che, allora, nell’ipotesi migliore, arrivava ogni 15 giorni e alcune zone non erano servite.

Ha ricoperto l’incarico di assessore alla Sanità e Servizi Sociali attivando, in collaborazione con la provincia di Cagliari il primo Servizio Sociale Integrato della Sardegna. Le opposizioni ricorsero contro questa delibera, ritenendo un danno per il Comune e soprattutto per le attività private. Dopo un’audizione nell’allora comitato di controllo la delibera fu approvata e l’attività inizio diventando un punto di riferimento per i comuni sardi.

Ha ricoperto l’incarico di assessore ai LL. PP. e urbanistica varando dopo oltre vent’anni il piano urbanistico della città introducendo i primi piani particolareggiati. Il progetto prima di essere approvato era stato preceduto da dibattiti e da una mostra storico – fotografica sull’evoluzione urbana del paese.

Ha ricoperto l’incarico di sindaco. Ha predisposto con la collaborazione dei dipendenti comunali il riordino della macchina amministrativa e di una nuova pianta organica, approvata con osservazioni, lasciata decadere dall’amministrazione successiva, presieduta da Dalmazio Fonnesu. Componente del Consiglio Direttivo del Consorzio Industriale, presidente Ferruccio Bertolotti. Periodo in cui sono state varate opere importanti, alcune delle quali realizzate dalle successive gestioni: discarica comunale, bio-gas, mercato, strade di circonvallazione, tutt’ora in esecuzione. Con seconda giunta Danza rientra in comune con una lista di Sinistra con Rifondazione Comunista, ottenendo 1500 voti e portando 2 consiglieri.

Oggi si occupa di politica prevalentemente da un altro punto di vista: quella culturale musicale. Da circa 15 anni gestisce l’Associazione Bandistica e il Coro Polifonico. Con i rispettivi direttivi ha portato avanti progetti di grande rilevanza culturale, che mette Villacidro tra le realtà più evidenti dell’isola e che sono conosciute in Italia e all’estero. La collocazione resta sempre a sinistra con militanza nel PD, mantenendo sempre una visone libera dei problemi e della politica e dello sviluppo della realtà del paese, in cui vive e opera da cittadina integrata e non di passaggio.

Villacidro.info – 8 maggio 2011


 

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57 COMMENTI

  1. Si fa un gran parlare dei politici che promettono un posto di lavoro. Ma mi sapete fare almeno uno dico un nome di uno di questi? Inoltre mi sapete dire chi nel 2011 è così ingenuo da credere che un semplice consigliere comunale posa distribuire posti di lavoro?

  2. e questo cosa sarebbe lo sponsor di progetto comune? inizialmente mi erano anche simpatici. Se si appoggiano a chi a rovinato peranni villacidro stanno solo perdendo credibilita. l unica lista di giovani che si e sollevata con le propie gambe e villacidro futura.

      • Non si chiama ressa, si chiama democrazia partecipata, significa che i cittadini si sono rotti le balle di vede la loro vita giostrata da persone che hanno deciso di fare della politica un mestiere invece che un servizio per la collettività, significa che si sono rotti le balle della carta straccia stampata che continua a dare gli spazi solo a chi vuole, significa che non è più accettabile sentire proseliti di gente che parla di futuro (degli altri) a 70 anni. Se queste persone avessero un minimo di buon senso ( mi rivolgo a tutti gli ultra sesantenni in lista) si ritirerebbero in buon ordine, il comune non è un ufficio di collocamento ma tantomeno un passatempo per vecchi rincitrulliti.

  3. @Luca: io credo che bisogna superare il concetto della delega. La delega è del tutto in contraddizione con la democrazia. Riguardo al PD sono d’accordissimo con Giordano Bruno. Sono la vera terza gamba del berlusconismo.

    A Concetta Vacca vorrei chiedere perchè questa volta dovrebbe essere diverso rispetto alle altre tornate elettorali. Se Villacidro è in queste condizioni lo deve alla politica. Non a questa o a quella classe politica, ma alla politica in generale. In condizioni normali si direbbe che la politica politicante ha fallito e si cercherebbe un’altra soluzione. Nella società del pensiero unico si tende invece a reiterare nell’errore, perchè qualcuno ha stabilito che questo è l’unica organizzazione sociale possibile e non può essere discussa. Se la macchina non va e non ci porta a destinazione andrebeb rottamata anzichè pensare di cambiare autista. Allora, per quale motivo questa volta dovrebbe essere diverso dalle altre volte?Su cosa si basa questa speranza elettoralistica?

  4. Mah… “Gli elementi per valutare non sono solo le persone che compongono le liste, ma le proposte che si fanno per governare…”
    Ma se quelle persone hanno sempre solo fatto il compitino prima delle elezioni, perchè se ne dovrebbero prendere sul serio le proposte?
    Inoltre può darsi che alcuni giovani si “lascino usare” perchè sono sottoposti a ricatto, praticamente quello della povertà.
    Vent’anni fa la politica era più partecipata? Ma in che senso? Forse perchè c’era minor diffusione degli strumenti tecnologici per cui le persone erano costrette ad uscire di casa per tentare di vederci più chiaro… Il che non era certamente un male.
    L’Italia è oggi piena di associazioni, movimenti, manifestazioni, scioperi, cortei… Evidentemente c’è in giro meno appiattimento di quanto si possa pensare, forse come effetto contrario di tutti gli sforzi dei potenti per ottenerlo.

  5. Bell’intervista, ottime considerazioni…, ma!!!…. Siamo alle solite, chi ha una tessera di partito deve obbligatoriamente votare quel partito? e se i/il candidati/o non è espressione condivisa? e se il progetto stesso non è condiviso? bè se una persona continua imperterrita a votare in base alla tessera politica tutto questo discorso vale niente…. Spero che non sia così….

    • per Giuseppe Ecca! meglio votare qualsiasi altra lista piuttosto che votare la lista anche io per villacidro dove tu sei candidato visto che al vostro interno vige la piena anarchia di due gruppi contrapposti del pdl, come ha ben precisato il giornalista della nuova! Anche tu come altri hai voluto gareggiare insieme ai “potenti” della politica Villacidrese! I villacidresi non sono tonti! Voi non siete diversi dai personaggi che hanno amministrato villacidro negli ultimi 20 anni, anche perchè di quei personaggi ne avete all iinterno della vostra lista! Siete penosi…………

  6. abbiamo un’occasione unica ed IRRIPETIBILE. mandare a casa Sisinnio Piras e anche io per villacidro e Siro Marrocu centro sinistra per Villacidro.
    Ajò facciamola giocare solo ad Antonio Muscas e Gessica Pittau. Guardate che non è impossibile!! 🙂

  7. Vacca C. Voto 5-. Cerca la finta in area e finisce col rompersi il menisco come accadde a Ronaldo. Imprecisa nel gioco, non sa ancora se militare in una nuova squadra visto che ormai è in scadenza di contratto, col pallone non va più a ritmo di samba brasileira e vede.Sgonfiata!!!!!!!!!!!!

  8. Legge 133/2008- Art. 23-bis

    10. Il Governo, su proposta del Ministro per i rapporti con le regioni ed entro centottanta giorni alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, nonche’ le competenti Commissioni parlamentari, emana uno o più regolamenti, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, al fine di:
    a) prevedere l’assoggettamento dei soggetti affidatari diretti di servizi pubblici locali al patto di stabilità interno e l’osservanza da parte delle società in house e delle società a partecipazione mista pubblica e privata di procedure ad evidenza pubblica per l’acquisto di beni e servizi e l’assunzione di personale;

  9. Sentenza Corte Costituzionale n. 325/2010
    …quindi le Società affidatarie (dirette) di servizi pubblici locali, sia in house sia miste, sono tenute a dotarsi di regole “pubblicistiche” per le gare (e questo resta disciplinato dall’art. 6 del d.P.R. n. 168/2010) e per le assunzioni di personale (come previsto dall’art. 7 del d.P.R. n. 168/2010, con rinvio ai principi dell’art. 35, comma 3 del d.lgs. n. 165/2001)…

  10. ..giusto per chiarire bene il concetto…
    (fonte Il Sole 24 ore)
    Il provvedimento definitivo accoglie le richieste del Consiglio di Stato e prevede per le società a partecipazione pubblica che gestiscono servizi pubblici locali (sia in house che miste) l’obbligo di adottare, con propri provvedimenti, criteri e modalità per l’assunzione di personale e per il conferimento degli incarichi, nel rispetto del Testo unico sul pubblico impiego (comma 3 dell’articolo 35). Che sono: adeguata pubblicità della selezione; imparzialità, economicità e celerità di espletamento; adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti per la verifica del possesso da parte dei candidati dei requisiti richiesti; rispetto delle pari opportunità; decentramento delle procedure di reclutamento; professionalità della commissione esaminatrice, i cui componenti devono essere scelti tra funzionari delle amministrazioni (va riferito alle società), docenti ed estranei alle medesime, che non siano componenti dell’organo di direzione politica dell’amministrazione, che non ricoprano cariche politiche e che non siano rappresentanti sindacali o designati dalle organizzazioni sindacali o dalle associazioni professionali.

  11. Quindi le società a partecipazione pubblica non possono affidare Cariche direttive o fare assunzioni dirette: quindi ogni promessa fatta ai villacidresi è vana, perché non è detto che, anche in casi di assunzioni da parte di una società di villacidro, i dirigenti o il personale siano necessariamente del posto.
    Dimmi se ho sbagliato nell’interpretare le conseguenze della normativa che hai richiamato.

  12. E sopratutto le assunzioni già effettuate in società che gestisono servizi pubblici e con capitale pubblico, dovrebbero, secondo questa normativa, essere riposte in esame, visto e considerato che c’è stata una vera e propria spartitizione di poltrone (e seggioline..) fra chi aveva le mani in pasta. E’ stato pubblicato un concorso? Se si, è stato pubblicizzato? La commissione da chi era composta? Pastore tedesco, che ne pensi?

  13. …per chiarire…
    le società a partecipazione pubblica devono seguire le regole degli enti pubblici…quindi devono fare gare d’appalto per l’acquisizione di beni e servizi e devono fare concorsi pubblici per l’assunzione di personale…l’ente da cui dipende la società in house, ( Stato, Regione, Comune) deve CONTROLLARE che ciò venga fatto.
    Là dove, poi, sia ravvisabile un danno all’erario potrebbe configurarsi un’ipotesi di responsabilità amministrativa degli amministratori perseguibile nelle competenti sedi giurisdizionali.

  14. Sarebbero bello se i politicanti che rialasciano interviste a questo blog si degnassero di rispondere alle cosniderazioni degli utenti. Non mi riferisco solo a Concetta Vacca, ma a tutti i candidati che hanno espresso il proprio parere in questi spazi. Mi rendo conto che non si possa rispondere a tutti, ma ad alcuni sì. Alcune considerazioni potrebbero essere fatte. Per ese: cosa significa partecipare? assistere ad un comizio e applaudire all’uno o all’altro? la demorZIA è O NON è IL POTere del popolo? COME SI esplica questo? ASSISTENDO Ai comizi al lavatoio?c’è contraddizione tra la delega ed il concetto di democrazia?ovvero c’è contraddizione tra democrazia rappresentativa e democrazia diretta?perchè villacidro è il capoluogo di provincia più povero d’italia’ di chi è la colpa?come può un’amministrazione fronteggiare i meccanismi economici-politici che si svolgono sopra la sua testa? può o non può? cosa può realmente fare un’amminsitrazione comunale? lavoro non ne può dare, per vostra stessa ammissione…allora cosa può fare?

  15. Premessa: a me piace rispondere solitamente alle persone che si presentano con nome e cognome e, là dove è possibile, vederle in faccia.
    Solitamente non amo discutere con chi scrive in modo anonimo. La base di qualsiasi democrazia si poggia sul coraggio di esprimere apertamente le proprie idee e di confrontarsi anche con chi la pensa in modo diverso. E’ vero, si corre il rischio di essere giudicati, cosa inevitabile comunque. Ma poiché giudicare è cosa umana caro Ret Marut presentati per quello che sei perché dai all’interlocutore la possibilità di rispondere con altrettanta chiarezza. Chi non lo fa in modo anonimo ha sempre qualcosa da nascondere e ha paura di essere colto in fallo, oppure deve mantenersi al riparo per non perdere qualcosa avuta o da avere con poca trasparenza. Inoltre sull’anonimato crescono le clientele e il modo mafioso di agire ed è contrario alla trasparenza e legalità.
    Altra precisazione il mio mestiere non è di fare la “politicante” in quanto ho sempre vissuto del mio lavoro, conquistato sul campo e non per concessione clientelare. La politica la faccio perché non posso estraniarmi dai problemi del mio paese e del mondo in cui vivo. Per quel che può valere, cerco di analizzare i problemi e dare il contributo dal mio modesto punto di vista. Cerco di non fermarmi alle chiacchiere inutili ma di agire, e di confrontami per realizzare attività che siano utili anche là dove vivo. Cerco di badare alla concretezza delle cose e non alle parole, perché “verba volant” e poi ho poco tempo da perdere. Penso che la democrazia si costruisce col coraggio delle proprie opinioni, con la pazienza dell’ascolto di quelle degli altri, con la capacità di capire che la verità non sta in tasca a nessuno e la capacità di saper trarre buone conclusioni dall’apporto di tutti. L’impegno è ben altra cosa, significa essere con la propria faccia nelle situazioni e lottare lealmente perché le cose cambino. Così io penso.
    Se Ret Marut avesse la bontà di presentarsi forse si potrà discutere più a lungo ma soprattutto di realizzare molto di più.

    • Vorrei ricordarle che lei stessa poco tempo fà ha affermato “a Villacidro serve sobrietà, organizzeremmo un carnevale silenzioso” e in linea con lei la ProLoco di Villacidro gestita in toto da persone, se pur rispettabilissime, come Antonio Saba, che ormai hanno bisogno di pace e tranquillità non di rumorose manifestazioni che portano gente a in paese.

      Sa per quale motivo ad esempio a Sanluri c’è più vita, si organizzano più cose, le attività lavorano di più???
      Per il semplice motivo che la ProLoco è in mano a gente di 40 anni, e che il Comune non mette il bastone tra le ruote a chi vuole e ha voglia di fare. Ma visto che siete tutti pensionati perche i vostri soldi non li usate per viaggiare e vi fate una bella crocera tipo di 5 o 10 anni, magari tornando qui solo per natale? non le sembra un idea bellissima!!!

      Nessuno vi chiede di non impegnarvi, ma potete almeno impegnarvi in cose che non si ritorcano contro di noi? La sua festa delle bande non le sembra un misero fallimento, eravate quattro in tutto!!!

    • Guardi, io ho apprezzato la gran parte del contenuto dell’intervista. Dissento però dalle tesi che sostiene in questo intervento di risposta.
      Sì: “verba volant”; senza dimenticare che “scripta manent”. Infatti Lei, spiegando cosa intende per impegno scrive, tra l’altro, “…lottare lealmente perchè le cose cambino”. Se ci spiegasse cosa e come, secondo Lei, dovrebbe cambiare non sarebbe male. Ma anche la Sua idea di lotta “leale” potrebbe essere interessante.
      Personalmente ritengo che se uno si chiama Pinco oppure Palla, o ambo le cose, non faccia nessuna differenza. Mi pare che Lei confonda la riservatezza ed il relativo diritto che ognuno di noi ha, con altre cose che ne sono soltanto una forte degenerazione. Non ho niente da nascondere, non ho paura di essere colto in fallo, non devo ripararmi per mantenere qualcosa di avuto o da avere, non credo che firmarmi a metà contribuisca ad alimentare le clientele ed “il modo mafioso di agire” (che da sempre combatto). A questo punto sarebbe interessante anche avere una sua definizione di clientela e di modo mafioso di agire. Poi non è chiaro che cosa sia “contrario alla trasparenza ed alla legalità”.
      A me pare, al contrario, che sia una modo per ritrarsi dal confronto il fatto di pretendere che tutti svelino il loro nome. Direi che si tratta quasi di una forma di razzismo, che consente una classificazione delle persone in base alla loro estrazione sociale (e, prima ancora, famigliare). Quelle che Lei chiama chiacchiere, normalmente si definiscono idee e basta. Poi ci sono anche i fatti e ne abbiamo visti parecchi a Villacidro negli ultimi decenni; io sarei un tesserato PD se non fosse per questi fatti.
      Peraltro Luca Nonnis si firma ma non ottiene risposta. A qualcuno, anonimo o meno, Lei risponde, ad altri no. Il problema, forse, sta più nel tipo di domande a cui fa piacere o no rispondere.
      In ogni caso La saluto e Le auguro le cose migliori per le Sue attività.

  16. RE marut democrazia dovrebbe essere governo del popolo e non potere del popolo.
    Spesso si tende a confondere i termini e in base a questa confusione si agisce,non è la politica sbagliata ma l’uso improprio.
    I politici eletti dovrebbero svolgere il compito a cui sono stati delegati:amministrare la polis,che non dovrebbe essere inteso in senso di potere.
    Agli amministratori a mio parere spetta il compito di guida ma è il popolo che deve proporre,inventare creare idee.

  17. non sono ne un politico ne un politicante, ma voglio rispondere ad alcune delle tue domande, perché mi sembrano quesiti interessanti:
    Prima di tutto, partecipare vuol dire approfondire i problemi e non lanciarsi a discutere per puro spirito di contraddizione, in secondo luogo vuol dire essere vigili e uniti per far sentire la propria voce ed impedire che il politico, una volta eletto, si faccia prendere la mano dal “potere” ed eserciti una piena discrezionalità.
    Applaudire all’uno o all’altro è una semplice ed efficace ginnastica per le braccia e le mani, specialmente se si applaude senza la dovuta comprensione e per pura partigianeria.
    La democrazia in politica dovrebbe essere il potere del popolo. Ma il popolo è un’astrazione, in quanto nella realtà non esiste come unità di coscienza e di intenti: Centu concasa centu barritas. Chi governa dovrebbe quindi interpretare ciò che viene dai diverse voci del popolo e tradurre in azione politica ciò che serve realmente al bene del popolo. Cosa molto difficile da farsi e controproducente per chi vuole fare della politica una professione (c’è il forte rischio di non essere compresi e rivotati), tant’è che si finisce spesso per cogliere le richieste più basse, senza fare tanti sforzi per aprire un dialogo su possibili scelte in grado di innalzare il livello delle masse, pur sapendo che la scelta, nel miglior dei casi, porterà ad un beneficio effimero (Faccio un esempio banale: se la maggioranza che ha votato vuole più acqua nei rubinetti, l’alternativa più facile può essere quella di toglierla dai campi per accontentarla, ma esiste anche la possibilità di cercare nuove fonti ed essere più equi. Un’amministrazione comunale può fare moltissimo per il lavoro, ma in modo indiretto, ovvero non osteggiando l’operato di individui che mostrano capacità in uno specifico settore, con lo scopo di favorire parenti e amici incompetenti: questa è infatti la premesse per il fallimento di qualsiasi buona iniziativa che possa portare sviluppo e lavoro, oltre a comportare lo sperpero di finanziamenti che, messi in buone mani, potevano dare buoni frutti per tutti. Ed ancora non sperperando i soldi in cose inutili, ma indirizzandogli per la realizzazione di opere che servano per creare sviluppo e quindi più ricchezza da ridistribuire nella società ed a beneficio dei meno fortunati e capaci. Fare di tutto per accrescere il livello culturale e creare individui professionalmente capaci, aperti ad una visione più ampia della società ed in grado di portare nuove idee di sviluppo.

    • Il despota, è colui che interpreta lo spirito del popolo.
      Gheddafi bombarda una parte del suo popolo, se ben noti, ha molti sostenitori.
      Mi sembra che Gheddafi abbia interpretato benissimo in questi lunghi anni lo spirito dei libici verso l’Italia : Umiliare chi in passato ci ha invaso.
      In ogni caso, il popolo è pericoloso se tenuto senza i vincoli della legge, perchè può portare al regime.
      è per questo, che nell’art. 1 della costituzione il popolo può esercitare la sovranità solo nei limiti e nelle forme della costituzione.

      • Il politico non devrebbe interpretare nessuno spirito, perchè la cosà diventa molto pericolosa, ma intendo dire che deve interpretare i bisogni pratici, che possano garantire al numero più elevato di individui una vita dignitosa. Lo spirito fà parte di un’altra sfera molto più complessa che presenta tante face contraddittorie (amore solo per la propria nazione, quando trascinati dalla massa gli individui si identificano in questa astrazione, ma anche il possibile trasformarsi dell’amore in odio, anche verso le persone più vicine) solo uomini come Gandhi e Martin Luther King possono entrae in politica e permettersi di osare tanto senza creare danni, mentre gli altri dovrebbero lasciare questo aspetto alla religione (non intesa come oragnizzazione): forse sarebbe meglio dire alla religiosità

  18. Il despota è un tiranno, non interpreta affatto la moltitudine delle voci del popolo per farne una sintesi che renda possibile una decisione politica concreta, ma solo quelle voci che gli fanno comodo per raggiungere i suoi scopi, un po come fai tu nei diversi interventi. Se il tiranno è di destra o di sinistra per me non fa nessuna differenza.

    • E dimmi orsù, quali voci scomode non ascolterei io..
      Infatti nessuno ha detto che il tiranno è di destra o di sinistra.
      Il despota è colui che sale al potere interpretando il desiderio intimo, nascosto, nel profondo di ognuno di noi.

  19. Estrapoli da un contesto solo ciò che ti serve per fare le tue considerazioni e condurre il discorso verso un dialogo poco costruttivo. Il tuo ragionamento implica che tutti abbiamo lo stesso identico desiderio intimo, quindi se in ognuno di noi è nascosto lo stesso desiderio intimo che bisogno c’e di interpretare quello degli altri? Non è più facile vedere dentro se stessi?

    • I politici non devono interpretare proprio nulla : Si sa quali sono i problemi/ciò che impedisce una vita dignitosa. non governano mica una nazione di persone mute/che parlano una lingua sconosciuta.Più che altro deve agire in direzione dei bisogni, in direzione di uno sviluppo comune.Anche Gandhi o M.L.King, se fossero diventati dei politici, avrebbero dovuto avere comunque un mandato limitato.La religione in ogni caso deve restare fuori da ogni aspetto dello stato.Quindi, se uno dice una cosa che condivido, e una che non condivido, devo commentarle entrambe?Scusami ma è una considerazione da TSO.
      Dimmi perchè sarei poco costruttivo, in ogni caso non mi sembra.
      Ognuno di noi ha dei suoi desideri nel profondo, e non li rivela certamente agli altri.
      In ogni caso, il ”noi” a cui mi riferivo, era inteso noi come maggioranza di persone.
      Non come totalità di un’insieme.
      In un esempio, noi inteso come una parte di popolo italiano.
      Fine OT.

      • Non è certo facile discuttere con tè: praticamente stai anche negando che Gandhi e Martin Luther King erano dei grandi attivisti politici. Mi pare che i tuoi interventi siano principalmente animati da spirito di contraddizione.
        Sul termine interpretare dobbiamo metterci d’accordo sul significato: in generale interpretare vuol dire capire qualcosa: una legge, un fenomeno, una domanda, una carta ecc. Quindi in questa discussione per me(e non solo) interpretare vuol dire capire quello che un individuo o un popolo vuole esprimere nel proprio contesto storico e sociale.
        Noi viviamo interpretando la realta attraverso i sensi di cui siamo dotati, perfino la percezione dello spazio fà parte di un’interpretazione (qundo in Russia furono fatti i primi interventi su cataratta congenita, sorprendentemente le persone che riacquistavano la vista non riconoscevano lo spazio tridimensionale ed avevano una visione piatta, c’è voluto del tempo affinchè con l’aiuto del tatto riuscissero ad interpretare lo spazio attraverso gli occhi. L’uomo pertanto può solo interpretare ed il politico è un essere uomano (almeno esteriormente) e pertanto deve per forza di cose interpretare se vuole tradurre delle esigenze in azione politica.
        Se vuoi realmente discutere con garbo sei pregato di scrivere per esteso e non attraverso iniziali maiuscole che possono portare ad interpretazioni ambigue.

        • Non ho mai negato niente di quello che tu dici, ho solo detto che se fossero diventati dei politici (politici nell’accezione quotidiana del termine)
          avrebbero dovuto avere un mandato limitato, senza nulla togliere all’attivismo politico di entrambi.
          Il termine interpretare ha una pluralità di significati, ognuno può ”usare” questo termine per rendere meglio il concetto che vuole spiegare.
          In questo caso, come capacità di ”capire i desideri e metterli in pratica, per identificare l’uno come i tanti.” Un’esempio : Berlusconi incarna perfettamente i desideri dell’italiano medio.
          Le iniziali maiuscole non portano a nessuna ambiguità, se vengono interpretate in un determinato contesto.M.L. King, è chiaro che si riferisce a Martin Luther King, TSO vuol dire trattamento sanitario obbligatorio, e OT vuol dire OFF TOPIC, che è esattamente quello in cui noi siamo finiti tempo fa.Fine discussione.

          • M.L. King era evidente; TSO e OT non li capivo proprio, non ho molta confidenza con gli acronimi. Cosi va meglio: io non sono affatto un berlusconiano (mi mancava solo quella disgrazia nella vita)quindi non potevo dargli il significato che tu interpreti, ed inoltre sono anche disgustato dal modo di fare politica sia nazionale che locale.
            Ciao

          • un giorno magari ci troveremmo a discutere. Forse dopo queste elezioni mi disintossicherò per un pò dalla politica e mi darò al misticismo; mi pare la strada migliore per comprendere la società e avviarne una profonda trasformazione, che non può che partire dal cambiamento della coscienza dell’individuo.

          • Avete per caso visto il film su Tiziano Terzani? “L’unica vera rivoluzione che l’uomo può fare è quella interiore” Queso è stato l’epilogo della sua vita. Se ognuno di noi non prende coscienza di determinate cose, a nulla servono battaglie e guerre, poichè fatte da uomini incoscienti.

  20. a proposito di soldi e benefici per i meno fortunati,come scrive Corsivo il 09-05-2011,per ora non voglio commentare ma voglio fare una sola domanda agli attuali amministratori :che uso viene fatto dei soldi che la Regione da per i piani personalizzati e che a Villacidro non vengono erogati puntualmente ai portatori di handicap? gli utenti che aspettano ancora il saldo relativo agli anni 2008-2009 saranno soddisfatti o dovranno mettere di tasca propria i soldi che devono agli operatori che hanno svolto il servizio?
    rispondete a questo quesito

  21. Purtroppo non ho ancora visto il film, ma ho letto diverse cose tempo fa. La sua esperienza mistica è nata dall’avere visto tanta sofferenza dovuta alle guerre, e dal fatto di essersi trovato in prima persona a dovere combattere una guerra personale contro un male incurabile. La sofferenza dovuta alla malattia, più psicologica che fisica, nel primo periodo in cui il male era ai primi stadi, lo ha portato a percepire la realtà dell’esistenza sotto una luce completamente diversa. Tutti i grandi mistici di questo mondo, Mahàvìra, Budda,Gesù, e tanti altri poco conosciuti, hanno posto i semi per condurre gli uomini verso una rivoluzione interiore: non è in fatti con le guerre, ma è solo con l’evolversi della coscienza che l’uomo potrà arrivare ad una vita migliore. Anche se le rivoluzioni fatte con la forza, in un primo momento, hanno liberato i popoli dalle oppressioni e dai tiranni, la situazione è spesso precipitata in altri regimi totalitari o verso la degenerazione della società.

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