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<title>villacidro.info</title>
<link>http://www.villacidro.info/public/index</link>
<description>villacidro.info</description>
<language>it-it</language>

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<title>Villacidro - Monte Omu - Risorge il bosco devastato dal fuoco</title>
<link>http://www.villacidro.info/public/index/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=130</link>
<description>&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;strong&gt;L'agronomo: &amp;quot;La pineta di Castangias torner&amp;agrave; a vivere&amp;quot;.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
</item>

<item>
<title>PULIAMO IL BOSCO - Quando il virtuale diventa realt&agrave;</title>
<link>http://www.villacidro.info/public/index/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=129</link>
<description>&lt;br /&gt;
PULIAMO IL BOSCO - Quando  il virtuale diventa realt&amp;agrave;
&lt;p&gt;Ancora una volta, come nel lontano 2004 proclamato &amp;ldquo;Anno della Pineta&amp;rdquo;, i volontari del forum villacidro.info che tanto parlano e sparlano davanti alla tastiera sono passati dalle parole ai fatti. E che fatti! Da uno scambio di vedute via internet sul tema ambiente e le condizioni dei nostri boschi, &amp;egrave; nata l&amp;rsquo;idea di sensibilizzare i cittadini a migliorare e promuovere il territorio villacidrese. E cos&amp;igrave;, battuta dopo battuta, l&amp;rsquo;iniziativa &amp;egrave; andata avanti e il virtuale si &amp;egrave; concretizzato. &lt;br /&gt;
-Sabato 13 settembre una decina di persone armate di buona volont&amp;agrave;, sacchi di plastica e guanti di gomma, ma soprattutto sensibili al tema proposto, alle 8 del mattino si sono ritrovati a Magusu per fare un&amp;rsquo;accurata pulizia della zona circostante.-&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; Per tutta la mattina hanno lavorato con entusiasmo alla ricerca dei rifiuti di ogni genere lasciati in giro da persone incivili. Alla fine del lavoro, tra bottiglie e sacchetti di plastica, lattine, vetro, ferro vecchio, batterie, elettrodomestici, lamiere, grondaie, barattoli, raccolti in sacchi differenziati, si son riempiti due furgoncini. Che dire? Non poteva andare meglio, un pezzo della splendida vallata di Magusu intorno alla ex colonia &amp;egrave; stata ripulita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
Ma questa &amp;egrave; solo la prima tappa dell&amp;rsquo;iniziativa denominata &amp;ldquo;Puliamo il Bosco&amp;rdquo; infatti, il gruppo di internauti si prefigge di continuare in altre zone limitrofe al paese: Coxinas, il Carmine, Castangias, ecc. La prossima tappa sar&amp;agrave; la Spendula. Confidando nella sensibilit&amp;agrave; si spera che tantissime altre persone si uniscano al gruppo. L&amp;rsquo;auspicio &amp;egrave; che in ciascun cittadino maturi la sensibilit&amp;agrave; al rispetto dell&amp;rsquo;ambiente in tutti i suoi aspetti, a cominciare dall&amp;rsquo;educazione dei pi&amp;ugrave; piccoli per finire con chi dovrebbe sempre dare il buon esempio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
Partecipate numerosi! L&amp;rsquo;appuntamento &amp;egrave; fissato per il giorno 12 ottobre alle ore 8,00 nel piazzale della cascata; possono partecipare tutte le persone che hanno a cuore l&amp;rsquo;ambiente. Basta attrezzarsi di buste di plastica, guanti di gomma e tanta buona volont&amp;agrave;. Mi raccomando non mancate, il bosco &amp;egrave; la nostra casa, abbiamo il dovere di tenerlo pulito. &lt;br /&gt;
In fondo basta veramente poco, si unisce una gradevole giornata in compagnia di persone simpatiche, all&amp;rsquo;impegno per una causa comune che alla fine gratifica tutti. Se in una sola mattinata, in una decina di persona l&amp;rsquo;iniziativa ha avuto i risultati citati, figuriamoci cosa si pu&amp;ograve; fare se invece che in dieci si &amp;egrave; in cinquanta, o addirittura cento?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;  &lt;em&gt;Mariella Bolacchi&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;da Insieme ottobre 2008&lt;br /&gt;
&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
</item>

<item>
<title>Qualcosa sul PREMIO DESSI' 2008</title>
<link>http://www.villacidro.info/public/index/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=128</link>
<description>&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000080&quot;&gt;A Simona Vinci il Dess&amp;igrave;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;font color=&quot;#000080&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000080&quot;&gt;Repubblica &amp;mdash; 23 settembre 2008&amp;nbsp;&amp;nbsp; pagina 15&amp;nbsp;&amp;nbsp; sezione: BOLOGNA&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;font color=&quot;#000080&quot;&gt;Simona Vinci con Strada provinciale tre (Einaudi) ha vinto il ventitreesimo premio letterario intitolato a Giuseppe Dess&amp;igrave; per la narrativa. Il riconoscimento le &amp;egrave; stato conferito domenica scorsa a Villacidro nella provincia del Medio Campidano dove l' autrice bolognese si &amp;egrave; incontrata col pubblico sardo. Nella giuria che ha assegnato il premio, anche lo scrittore di origini sarde ma cittadino delle due torri per adozione Marcello Fois. Il libro di Vinci ha prevalso su quello di Roberto Ferrucci (Cosa cambia, Marsilio) e su quello di un altro scrittore bolognese, vale a dire Enrico Brizzi (L' inattesa piega degli eventi Baldini &amp;amp; Castoldi) . &lt;br /&gt;
Nella sezione di poesia, il riconoscimento &amp;egrave; andato a Antonella Anedda (Dal balcone del corpo Mondadori) &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;-----------&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#ff0000&quot;&gt;Ad Ayala il premio Dess&amp;igrave; CAMILLERI vince in Spagna con un noir grottesco&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;font color=&quot;#ff0000&quot;&gt;&lt;br /&gt;
Repubblica &amp;mdash; 06 settembre 2008&amp;nbsp;&amp;nbsp; pagina 10&amp;nbsp;&amp;nbsp; sezione: PALERMO&lt;br /&gt;
LO SCRITTORE Andrea Camilleri e l' ex magistrato e politico Giuseppe Ayala hanno vinto due importanti premi letterari. L' inventore del commissario Montalbano &amp;egrave; stato premiato in Spagna per il libro &amp;quot;La muerte de Amalia Sacerdote&amp;quot;, addirittura ancora inedito in Italia e che sar&amp;agrave; pubblicato da Sellerio nel 2009 con il titolo de &amp;quot;La rizzagliata&amp;quot;. Camilleri ha ricevuto il premio della seconda edizione del &amp;quot;Premio internacional de Novela Negra Rba&amp;quot;; l' anno scorso il vincitore era stato Francisco Gonz&amp;agrave;les Ledesma. L' opera non appartiene ai tre generi letterari classici dello scrittore di Porto Empedocle - romanzi storici, polizieschi e fantasy - ma inaugura una quarta via dell' autore, il &amp;quot;noir grottesco&amp;quot;. Il romanzo si svolge nell' ambiente giornalistico palermitano. Sullo sfondo di una citt&amp;agrave; in cui la mafia controlla tutto, dagli organi di informazione alle banche, dall' amministrazione alla giustizia. A condurre le indagini nella finzione letteraria &amp;egrave; un giornalista della Rai e i suoi colleghi della redazione giornalistica. A Giuseppe Ayala invece &amp;egrave; stato assegnato il Premio speciale della giuria del concorso nazionale Giuseppe Dess&amp;igrave; per il libro-diario &amp;quot;Chi ha paura muore ogni giorno. I miei anni con Falcone e Borsellino&amp;quot; pubblicato da Mondadori. Una testimonianza di prima mano da parte di chi ha condiviso importanti inchieste in quel pool antimafia che aveva i due giudici uccisi nell' estate del 1992 come elementi di punta. Infatti, hanno pagato con la morte la loro capacit&amp;agrave; di svelare i segreti delle cosche. &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;-------------&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;font color=&quot;#0000ff&quot;&gt;mercoled&amp;igrave;, 17 settembre 2008&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#0000ff&quot;&gt;Incontro sul reality book al Premio Dess&amp;igrave;&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;font color=&quot;#0000ff&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#0000ff&quot;&gt;ALLE FRONTIERE DEL REALISMO: ESISTE IL REALITY BOOK?&lt;br /&gt;
Tavola rotonda introdotta e coordinata da Massimo Onofri&lt;br /&gt;
Piazza Zampillo, Villacidro&lt;br /&gt;
Venerd&amp;igrave; 19 settembre ore 17.30&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;font color=&quot;#0000ff&quot;&gt;&lt;br /&gt;
PREMIO LETTERARIO NAZIONALE GIUSEPPE DESS&amp;Igrave;&lt;br /&gt;
XXIII EDIZIONE ANNO 2008 Villacidro (VS), 17-21 settembre&lt;br /&gt;
Cerimonia di Premiazione&lt;br /&gt;
Sabato 20 settembre ore 18 Piazza Zampillo, Villacidro&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
www.fondazionedessi.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si terr&amp;agrave; venerd&amp;igrave; 19 settembre alle 17.30 in piazza Zampillo a Villacidro, nell&amp;rsquo;ambito della 23esima edizione del Premio Letterario Giuseppe Dess&amp;igrave;, la tavola rotonda dal titolo Alle frontiere del realismo: esiste il reality book? Introdotta e coordinata da Massimo Onofri con Francesco Ceccamea, Arturo Buongiovanni, Mario Baudino e Filippo La Porta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La rosa dei finalisti del Premio Dess&amp;igrave; 2008 e il&amp;nbsp; Premio Speciale della Giuria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che cos&amp;rsquo;&amp;egrave; il reality book? Cosa potrebbe essere? Di certo un romanzo i cui personaggi entrano con il loro nome e cognome, come fossero spiati da una telecamera, che &amp;egrave; poi il punto di vista del narratore: vengono in mente Troppi paradisi di Walter Siti, o il recente Prima di Sparire di Mauro Covacich.&lt;br /&gt;
A Villacidro il 19 settembre arriveranno 2 degli autori che forse il reality book lo hanno scritto davvero: Francesco Ceccamea, classe 1978, che nel suo Silenzi Vietati (Avagliano Editore, 2008) &amp;ndash; romanzo epistolare indirizzato al vecchio professore di italiano Massimo Onofri - racconta con ferocia tutta la sua vita, la famiglia, l&amp;rsquo;assurda provincia viterbese; e Arturo Buongiovanni, avvocato specializzato nell&amp;rsquo;assistenza legale ai cosiddetti pentiti, che in Intendo rispondere (Donzelli, 2008), romanzo-verit&amp;agrave; a cavallo tra la cronaca e lo scavo romanzesco dentro una mente criminale, ha narrato la storia vera del camorrista Ferdinando, collaboratore di giustizia accusato dell&amp;rsquo;omicidio del giornalista Siani, della cui difesa Buongiovanni si &amp;egrave; occupato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sembrerebbe quasi che il romanzo d&amp;rsquo;introspezione - Ceccamea parla della sua impotenza sessuale - e il romanzo d&amp;rsquo;inchiesta - tale continua ad essere sulla camorra il romanzo di Buongiovanni -, per soddisfare il pi&amp;ugrave; possibile la loro stessa fame di realt&amp;agrave;, abbiano spinto i loro confini fino a forzare il proprio genere di appartenenza.&lt;br /&gt;
Nasce cos&amp;igrave; il reality book. Ma &amp;egrave; poi davvero nato?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/font&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#0000ff&quot;&gt;ALCUNE SINTESI DAGLI INTERVENTI CRITICI&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;font color=&quot;#0000ff&quot;&gt;&lt;br /&gt;
Arturo Buongiovanni: &amp;ldquo;Credo che vi siano alcuni temi, sensazioni o stati d&amp;rsquo;animo, che hanno bisogno, per essere percepiti nella loro essenza pi&amp;ugrave; vera e pi&amp;ugrave; intima, di essere immersi nella realt&amp;agrave;, la pi&amp;ugrave; concreta possibile. Nel mio caso, tanti hanno scritto di malavita, ma ritengo che, perch&amp;egrave; il lettore possa comprendere appieno il fenomeno &amp;ldquo;storico&amp;rdquo; ed anche gli stati d&amp;rsquo;animo dei protagonisti, e quindi, poi, il significato pi&amp;ugrave; profondo di alcuni, anche ripugnanti, comportamenti, abbia bisogno di una sorta di &amp;ldquo;lente di ingrandimento&amp;rdquo;, di uno strumento che consenta di carpire il senso reale delle cose senza eccesivi debiti nei confronti della cronaca o troppi crediti nei confronti di un romanzo puro. Il reality book, ma &amp;egrave; solo la definizione di un aspetto di questo lavoro, a questo punto esiste in quanto necessario. Del resto la realt&amp;agrave; stessa &amp;egrave; fatta di momenti. La scelta delle scene e la loro ambientazione &amp;egrave; il primo, importante, contributo, dell&amp;rsquo;autore.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Francesco Ceccamea: &amp;ldquo;Anche la letteratura si misura con quella che oggi &amp;egrave; la principale forma di intrattenimento. Come per il reality per&amp;ograve;, non si parla di aderenza totale alla realt&amp;agrave;. Uno scrittore prende la propria vita e prova a raccontarla con quelli che sono gli strumenti comuni della narrativa. Deve far diventare arte ci&amp;ograve; che vive o ha vissuto e deve farlo intrattenendo il lettore: c&amp;rsquo;&amp;egrave; una scaletta, uno spunto e poi un lavoro di regia occulta sulla realt&amp;agrave;. E&amp;rsquo; come la maggior parte dei romanzi scritti fino a oggi, solo che qui i nomi, i posti, le situazioni sono vere, o partono da qualcosa di realmente accaduto. La differenza con il reality televisivo &amp;egrave; che il narratore &amp;egrave; l&amp;rsquo;unico che sa di essere sotto l&amp;rsquo;occhio del grande fratello. Anzi, &amp;egrave; lui il grande fratello. E&amp;rsquo; l&amp;rsquo;attentato alla privacy degli altri, con o senza il loro consenso e soprattutto lo svelamento della propria. Non si tratta di autobiografismo. Lo scrittore &amp;egrave; anche libero di inventare tutto quello che vuole, ma alla fine comunque dovr&amp;agrave; dichiarare che &amp;ldquo;gli eventi e i personaggi non sono frutto di invenzione e che ogni riferimento a fatti o persone reali non &amp;egrave; del tutto casuale. E&amp;rsquo; la letteratura che&amp;nbsp; trasforma la violazione della privacy e la diffamazione in un genere letterario.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Filippo La Porta: &amp;ldquo;Oggi alcuni scrittori mettono se stessi in scena nei loro romanzi, pi&amp;ugrave; o meno direttamente (Walter Siti, Mauro Covacich, Francesco Ceccamea, Antonio Pascale), si trasformano in protagonisti: &amp;egrave; un modo onesto e a volte efficace&amp;nbsp; di rispondere alla crisi del personaggio-uomo, alla crisi dell&amp;rsquo;immaginazione narrativa, ed &amp;egrave; anche una presa di responsabilit&amp;agrave; da parte degli autori stessi.&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;unico reality book interessante &amp;egrave; per&amp;ograve; quello che stravolge dall&amp;rsquo;interno la filosofia del reality, apparentemente simulando la realt&amp;agrave; ma poi mostrando ci&amp;ograve; che nessun reality potr&amp;agrave; contenere: il tragico dell&amp;rsquo;esistenza, il dolore non redento, il lutto immedicabile, il vuoto che non si spettacolarizza etc.. etc.. etc..&amp;rdquo;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I FINALISTI&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Narrativa: Simona Vinci, Strada provinciale tre, (Einaudi, 2007); Roberto Ferrucci, Cosa cambia (Marsilio, 2007); Enrico Brizzi, L&amp;rsquo;inattesa piega degli eventi (Baldini Castoldi, 2008).&lt;br /&gt;
Poesia: Antonella Anedda, Dal balcone del corpo (Mondadori, 2007); Giuseppe Langella, Il moto perpetuo (Nino Aragno Editore, 2008); Michele Sovente, Bradisismo (Garzanti, 2008).&lt;br /&gt;
Il Premio Speciale della Giuria &amp;egrave; andato a Giuseppe Ayala per il libro Chi ha paura muore ogni giorno. I miei anni con Falcone e Borsellino (Mondadori, 2008).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I vincitori delle sezioni Narrativa e Poesia saranno resi noti sabato 20 settembre, durante la cerimonia di premiazione che si terr&amp;agrave; in piazza Zampillo, Villacidro, a partire dalle ore 18.00. La serata sar&amp;agrave; condotta da Stefania Pinna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Giuria del Premio Dess&amp;igrave;, a causa della prematura scomparsa di Idolina Landolfi, che di quella giuria faceva parte, ha deciso di dedicarle un premio che &amp;egrave; stato assegnato allo studioso Rodolfo Sacchettini, autore de L&amp;rsquo;oscuro rovescio. Previsione e pre-visione della morte nella narrativa di Tommaso Landolfi (SEF, 2006).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La giuria del Premio &amp;egrave; composta da Silvio Ramat (Presidente) Anna Dolfi, Duilio Caocci, Gianni Filippini, Laura Pariani, Marcello Fois, Mario Baudino, Massimo Onofri, Massimo Murgia (Segretario del Premio e Presidente della Fondazione Dess&amp;igrave;), Dimitri Pibiri (Segretario della Giuria).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nato nel 1986, il Premio letterario nazionale Giuseppe Dess&amp;igrave; si &amp;egrave; sempre caratterizzato per l&amp;rsquo;impegno degli organizzatori a portare alto il nome dello scrittore che nacque a Cagliari nel 1909, ma trascorse gli anni della sua giovent&amp;ugrave; proprio a Villacidro, nella casa dei nonni materni. In vent&amp;rsquo;anni sono stati premiati giovani autori ancora sconosciuti che poi sono arrivati al successo e sono state confermate firme gi&amp;agrave; note del panorama letterario italiano. Per citarne solo alcuni: Margherita Guidacci, Silvio Ramat, Paolo Ruffili, Bianca Maria Frabotta e Alda Merini per la sezione Poesia, Roberto Piumini, Laura Pariani, Marcello Fois, Diego Marani, Nico Orengo e Giulio Angioni per la Narrativa. Oltre a Maria Giacobbe, Bachisio Zizi, Massimo Carlotto, Sergio Zavoli, Sergio Romano, Arnoldo Fo&amp;agrave; nella sezione Premio Speciale della Giuria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
postato da: francescocecca alle ore 10:22 in http://silenzivietati.splinder.com/post/18420194&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;-----------&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp; PREMIO DESSI' 2008 &lt;br /&gt;
Momenti musicali (video di Olindo Ferrari) 1 da http://www.youreporter.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;embed height=&quot;340&quot; width=&quot;450&quot; src=&quot;http://www.youreporter.it/player/flv.swf&quot;&gt;&lt;/embed&gt;   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Momenti musicali (video di Olindo Ferrari) 2 da http://www.youreporter.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;embed height=&quot;340&quot; width=&quot;450&quot; src=&quot;http://www.youreporter.it/player/flv.swf&quot;&gt;&lt;/embed&gt;</description>
</item>

<item>
<title>Puliamo il bosco!!</title>
<link>http://www.villacidro.info/public/index/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=127</link>
<description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;modules.php?name=Kalender&amp;amp;m=10&amp;amp;d=12&amp;amp;y=2008&amp;amp;col=10&quot;&gt;ambiente&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;</description>
</item>

<item>
<title>Sardegna Isola Digitale</title>
<link>http://www.villacidro.info/public/index/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=126</link>
<description>&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; border=&quot;0&quot; src=&quot;http://www.dgtvi.it/stat/images/ico_dgtvi.gif&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</description>
</item>

<item>
<title>Mostra dei Mercedari</title>
<link>http://www.villacidro.info/public/index/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=125</link>
<description>&amp;nbsp;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;u&gt;Cagliari:&lt;/u&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;u&gt;&amp;nbsp;&lt;/u&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 26pt;&quot;&gt;Mostra dei Mercedari&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal 5 al 30 settembre si pu&amp;ograve; visitare&amp;nbsp; , al Lazzaretto di S. Elia, la Mostra &lt;strong&gt;Dal colle una eco&lt;/strong&gt;: &lt;strong&gt;Sette&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;secoli di storia, fede e cultura dei Mercedari in Sardegna,&lt;/strong&gt; una preziosa e interessantissima raccolta di opere d&amp;rsquo;arte, do*****enti, cimeli, stampe, libri, oggetti di culto sul Convento Mercedario della Madonna di Bonaria e su quelli che sono esistiti in altri comuni dell&amp;rsquo;Isola,.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Promossa dalla Soprintendenza archivistica per la Sardegna, dall&amp;rsquo;Ordine Mercedario e dalla Soprintendenza per i Beni artistici della Sardegna, con il contributo finanziario del Comune di Cagliari e della Provincia, e la regia, per quanto riguarda la ricerca dei testi e delle immagini di Maria Bonaria Lai, Roberto Porr&amp;agrave; e Giuseppina Usai della Soprintendenza per i Beni artistici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Mostra offre un&amp;rsquo;interessante chiave di lettura storico-artistica non solo dell&amp;rsquo;Ordine Mercedario in Sardegna (sorto nel XIII secolo sotto la Corona d&amp;rsquo;Aragona e continuato, dopo il 1720, con il Regno di Sardegna per proseguire fino ai giorni nostri) ma dell&amp;rsquo;intera Sardegna, soprattutto dei comuni che sono stati sede di conventi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Particolarmente interessante il materiale su Villacidro che dal sec. XVII fino alla seconda met&amp;agrave; dell&amp;rsquo;800 fu sede del convento&lt;span style=&quot;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;e della chiesa dell&amp;rsquo;Annunziata. Sono presenti, tra l&amp;rsquo;altro, 2 statue della Madonna, diversi do*****enti, un Messale in latino del 1796, un decreto di nomina di un frate mercedario che fu insegnante elementare dal 1834 al 1847, una campana in bronzo datata 1722. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul convento dei frati Mercedari e sulla loro partenza da Villacidro esiste molto poca informazione e troppa superstizione: per esempio continua a venire ricordata la leggenda della maledizione dei frati che sarebbero stati cacciati da Villacidro e questo anatema viene ricordato ogniqualvolta accade nel paese un caso di morte violenta. Visitare la Mostra pu&amp;ograve; essere un&amp;rsquo;occasione per conoscere una pagina della storia villacidrse a troppi sconosciuta e anche l&amp;rsquo;occasione per dissipare i fumi di certe credenze dure a morire&amp;hellip;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h1&gt;&lt;em&gt;Gian Paolo Marcialis&lt;/em&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
</item>

<item>
<title>La situazione dei nove lavoratori socialmente utili del Comune di Villacidro</title>
<link>http://www.villacidro.info/public/index/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=124</link>
<description>&lt;strong&gt;&lt;span&gt;L'impegno da parte della amministrazione comunale di Villacidro di attivare tutte le procedure necessarie per l'inserimento in pianta organica dei lavoratori socialmente utili.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;</description>
</item>

<item>
<title>Endemismi della Sardegna - 16</title>
<link>http://www.villacidro.info/public/index/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=123</link>
<description>&lt;strong&gt;Paeonia mascula &lt;em&gt;(L.) Millersubsp. &lt;/em&gt;russii &lt;em&gt;(Biv.) Cullen et Heywood&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Famiglia Paeoniaceae&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;</description>
</item>

<item>
<title>Dire il presente come Storia</title>
<link>http://www.villacidro.info/public/index/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=122</link>
<description>&lt;strong&gt;Paese d&amp;rsquo;ombre&amp;raquo;, antidoto alla narrativa omologata &lt;/strong&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;di Goffredo Fofi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; border=&quot;0&quot; src=&quot;http://locali.data.kataweb.it/kpm2glocx/field/image/kpmimage/1514258&quot; /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;L'estate &amp;egrave; propizia alle rilettura o prima lettura di opere trascurate, da recuperare. E' stato per me il caso di &amp;laquo;Paese d'ombre&amp;raquo; di Giuseppe Dess&amp;igrave;, che, colpevolmente, non avevo mai letto, pur conoscendo molti altri libri dello scrittore sardo, di cui ho sentito parlare con affetto e ammirazione, tanti anni fa, da Aldo Capitini, che Dess&amp;igrave; aveva conosciuto alla Normale di Pisa e di cui era rimasto grande amico cos&amp;igrave; come del suo primo critico Claudio Varese. Varese e Anna Dolfi sono coloro che hanno riflettuto pi&amp;ugrave; a fondo sull'opera di Dess&amp;igrave;, e non mi permetto di rivaleggiare con la loro competenza: le mie saranno osservazioni superficiali a partire da quello che considero, tardivamente per mia colpa, il capolavoro di Dess&amp;igrave; (con il racconto lungo &amp;laquo;Il disertore&amp;raquo;, che parla di quella sterminata tragedia che fu la prima guerra mondiale, massacro di giovani contadini) e uno dei migliori romanzi &amp;laquo;storici&amp;raquo; che la nostra letteratura abbia avuto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;laquo;Paese d'ombre&amp;raquo;, che ebbe nel 1972 il premio Strega, mi sembra anzitutto un romanzo nato fuori tempo, e se &amp;egrave; il miglior canto dello scrittore di Villacidro e la sua opera pi&amp;ugrave; pensata e ambiziosa e il pi&amp;ugrave; memorabile dono da lui fatto alla cultura che lo ha formato - sarda e italiana - ci&amp;ograve; &amp;egrave; anche per il definitivo abbandono di quella tendenza pi&amp;ugrave; giovane per la quale la critica am&amp;ograve; citare nomi come Marcel Proust e James Joyce.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esagerando, per&amp;ograve; con qualche ragione perch&amp;eacute; Dess&amp;igrave; voleva davvero legarsi a quella &amp;laquo;tradizione del nuovo&amp;raquo; che era ormai il modernismo letterario. Dess&amp;igrave;, se non erro, si laure&amp;ograve; a Pisa sul Manzoni, e certamente manzoniana, non certo modernista, &amp;egrave; l'influenza che pi&amp;ugrave; si avverte in &amp;laquo;Paese d'ombre&amp;raquo;, pi&amp;ugrave; forte ancora che quella di Verga e di De Roberto, pur presente. Importava a Dess&amp;igrave;, mi pare, ricostruire una parte della storia della sua isola - e dunque, in controcanto, dell'Italia e della sua fragile unit&amp;agrave; dominata dagli ottusi Savoia e dal loro brutto regno, retto su un colonialismo irrispettoso delle differenze e delle qualit&amp;agrave;, convinto della propria miserevole parodia di grandezza. Nel romanzo si parla spesso e volentieri del Piemonte, sempre con secco e motivato astio e attribuendo giustamente a quel Regno e a quel dominio la rovina economica di grandi parti dell'isola, la prima e affamante distruzione dei suoi boschi e delle sue tradizioni comunitarie. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://oas.repubblica.it/5c/quotidianiespresso.it/qe/lanuovasardegna/interna/2094903129/Middle/OasDefault/NuoAm_Ambien_FinNS_180_120508/nuoro_ambiente_180x150.gif/33653061613764373438643130623130&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&amp;nbsp;Ma con Dess&amp;igrave; siamo lontani sia dalla denuncia che dall'enfasi, e perfino dalla predicazione di quell'autonomismo per il quale Dess&amp;igrave; doveva avere simpatie non nascoste. Il fine dello scrittore era infatti la ricostruzione di un largo arco storico (da prima dell'Unit&amp;agrave; alla Grande Guerra) che dimostrasse la reiterata valenza coloniale dell'occupazione dell'isola da parte di nuovi poteri &amp;laquo;continentali&amp;raquo; che non facevano che ripetere e acuire la distanza e la logica di rapina dell'antico Regno di Sardegna. Quello che Dess&amp;igrave; intende ricostruire attraverso l'evoluzione di un personaggio-chiave come quello di Angelo Uras, &amp;egrave; la crescita di una sorta di borghesia isolana nuova, venuta dalla miseria e dal basso ma di grande intelligenza pratica e di capacit&amp;agrave; imprenditoriale, sensata e ardita allo stesso tempo. Angelo Uras accetta il compromesso con la realt&amp;agrave;, per&amp;ograve; tenendo fede ai propri valori e a quel sentimento di giustizia che in lui &amp;egrave; basato sull'amore per la propria terra e per la natura, per il proprio popolo e per le sue eredit&amp;agrave; e tradizioni di tipo comunitario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso Uras e l'immaginario paese di Norbio che ne racchiude ed esprime tanti altri, Dess&amp;igrave; racconta la storia dell'isola, ma si guarda bene dal sovrapporla alle vicende private del suo protagonista, sia sentimentali che sociali. Il grosso del romanzo &amp;egrave; anzi eminentemente &amp;laquo;privato&amp;raquo; ed &amp;egrave; una storia di sentimenti, con bellissimi personaggi femminili. La Storia resta sullo sfondo, anche se tutta l'esperienza umana di Angelo Uras e del suo paese sembra basata sulla ferita lontana della &amp;laquo;legge delle chiudende&amp;raquo; del 1820, che ha aggredito le consuetudini comunitarie e che determina la prima coscienza sociale di Angelo. E' solo nel lungo confronto con l'ingegnere piemontese Ferraris che Angelo dimostra la sua vocazione: la ricerca continua della mediazione, non della rottura. Uras non &amp;egrave; mai un ribelle o un eversore, &amp;egrave; semmai un costruttore che ha fortissimo il senso della collettivit&amp;agrave;, della responsabilit&amp;agrave; individuale nei confronti della collettivit&amp;agrave; (una qualit&amp;agrave; di cui si sente oggi pi&amp;ugrave; che mai la mancanza, soprattutto sul &amp;laquo;continente&amp;raquo;).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;Nelle ultime parti del libro il tempo lento delle minute modificazioni cambia, e si assiste a un'accelerazione che costringe al confronto diretto con la Storia: con l'Unit&amp;agrave; e i suoi esiti pessimi, con l'aggressione sconsiderata al patrimonio boschivo, con la modernizzazione (le miniere) e via via la nascita di un movimento operaio, con rivolte sociali di tipo diverso dalle vecchie, con la durezza degli schieramenti, e per Uras con la fatica del cercar mediazioni, che ora &amp;egrave; definita dalla carica di sindaco e dai nuovi doveri che gliene vengono. E questo fino alla morte, che &amp;egrave; a suo modo serena anche se sullo sfondo di nuovi scontri che, negli anni del massacro che avviene ai confini di un'Italia pi&amp;ugrave; nemica che amica, preludono a una nuova amara stagione, che &amp;egrave; quella del fascismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'accelerazione del tempo &amp;egrave; forse la caratteristica pi&amp;ugrave; interessante della seconda parte del romanzo, una mutazione che corrisponde all'ingresso della Sardegna nella modernit&amp;agrave;, nella &amp;laquo;cattiva modernit&amp;agrave;&amp;raquo;. Ed &amp;egrave; per questo che, se da un lato mi &amp;egrave; venuto di paragonare la prima parte di &amp;laquo;Paese d'ombre&amp;raquo; con la sua ricca descrizione di una comunit&amp;agrave; tradizionale al miglior romanzo della nostra letteratura sul Risorgimento e sul suo fiasco immediato, &amp;laquo;Signora Ava&amp;raquo; di Francesco Jovine - che &amp;egrave; un libro poco letto e poco amato perch&amp;eacute;, al contrario del molto letto e troppo amato &amp;laquo;Il gattopardo&amp;raquo;, racconta il Risorgimento dal punto di vista degli oppressi di sempre, dei contadini meridionali anzi dei &amp;laquo;cafoni&amp;raquo;, e non da quello di aristocratici che sono, ovviamente, saggi e fascinosi - per la seconda parte vengono piuttosto in mente certi romanzi americani tra Ottocento e Novecento, quelli (alla Sherwood Anderson pi&amp;ugrave; che alla Dreiser) ma anche film come &amp;laquo;L'orgoglio degli Amberson&amp;raquo; di Orson Welles, in cui si narra della trasformazione del mondo portata dall'industrializzazione e dal progresso, solo che in essi &amp;egrave; l'estrema velocit&amp;agrave; delle mutazioni a colpire, con la presenza ossessiva della macchina. Nel &amp;laquo;Paese d'ombre&amp;raquo; (e in Italia) la mutazione &amp;egrave; stata pi&amp;ugrave; tarda e ovviamente molto ma molto pi&amp;ugrave; lenta. (E ci si chiede quali considerazioni avrebbe potuto far Gramsci sul romanzo di Dess&amp;igrave;...). Grande romanzo storico, nel 1972 &amp;laquo;Paese d'ombre&amp;raquo; andava con coraggio, proprio per questa scelta di genere ambiziosa e fuori tempo, contro le mode e gli avanguardismi post '63, quasi sempre sterili e superflui. Ma soprattutto &amp;laquo;Paese d'ombre&amp;raquo; fa pensare a quanto povera sia, nonostante la sua ripresa, la letteratura italiana e sarda di questi anni, che fa leva sul privato o su un immaginario piuttosto convenzionale e ripetitivo, noir compreso - un immaginario che &amp;egrave; troppo comune e troppo vicino a quello di tanta letteratura mondiale, mai cos&amp;igrave; omologata come in questi decenni. E suscita in noi un senso di insoddisfazione e di fame che non chiediamo certo che venga saziato, oggi, da romanzi storici grandi e unici come questo, ma che dovrebbe riportare in auge, perch&amp;eacute; &amp;egrave; di questo che abbiamo prioritariamente bisogno, l'antica e santa ambizione di &amp;laquo;narrare il presente come storia&amp;raquo;. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div align=&quot;right&quot;&gt;&lt;em&gt;La Nuova Sardegna&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (17 settembre 2008)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;</description>
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<title>Via i rifiuti da Magusu</title>
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