Agricoltura, l’assessore Caria visita le aziende del Medio Campidano

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VILLACIDRO. Dagli allevamenti dei suini all’agrumicolo, dal comparto lattiero-caseario caprino all’ortofrutticolo passando per il cerealicolo e il florovivaistico. Queste le tappe che l’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria, ha fatto ieri in un lungo tour nei territori del Medio Campidano fra San Gavino Monreale, Villacidro, Serramanna e Turri, dove in serata si è tenuto un incontro-dibattito con cittadini e amministratori locali.

L’assessore Regionale all’Agricoltura Pier Luigi Caria ospite all’incontro di Villacidro.

“È necessario stare sui territori – afferma Caria – incontrare gli operatori per raccogliere di prima mano le richieste e capire le criticità. Con il contatto diretto si prendono di petto i problemi studiando assieme le soluzioni, costruendole all’interno del quadro normativo e della disponibilità finanziaria”.

“La finanziaria 2017 ha inserito circa 500mila euro per il settore cerealicolo – ha spiegato Caria – e con Argea stiamo concludendo un monitoraggio per individuare altre risorse con cui accompagnare la filiera. Siamo in via di chiusura del bando sui Progetti integrati di filiera (PIF) a cui abbiamo già affiancato e fatto partire le misure del PSR dedicate all’innovazione, passaggio fondamentale che mette assieme le buone pratiche degli imprenditori con quelle raggiunte dalla ricerca delle Università e di Agris. A breve – ha concluso l’assessore – partiremo con un altro bando dedicato proprio all’agricoltura di precisione, che permetta al nostro mondo delle campagne di crescere mettendo a sistema le migliori tecniche per ridurre i costi nei percorsi di filiera. Solo così possiamo ambire a costruire una agricoltura produttiva che possa creare nuovo sviluppo e occupazione”.

La riduzione delle superfici e delle produzioni è tuttavia parzialmente controbilanciata da un sensibile incremento delle rese per ettaro soprattutto negli ultimi anni. Una tendenza imputabile a diversi fattori, tra i quali: l’abbandono dell’attività produttiva delle aziende meno strutturate e con minore superficie; la concentrazione della coltivazione sui terreni maggiormente vocati e da parte di imprenditori più preparati e meglio motivati. Questi ultimi mostrano una maggiore attenzione a tecniche agronomiche più consone agli ambienti pedoclimatici dell’Isola e alla scelta di genotipi meglio adattati alle diverse condizioni di coltivazione. Fino ai primi anni del dopoguerra, la coltura del grano duro era diffusa su quasi tutto il territorio regionale. A partire dagli anni sessanta, la coltura si è via via concentrata sugli areali a maggiore vocazione sulla base delle potenzialità produttive. Nello specifico, le regioni storiche di maggiore interesse sono Marmilla, Trexenta, Campidano di Cagliari e Oristano, Anglona e Nurra. In queste aree è possibile avere rese elevate e buoni livelli qualitativi anche in annate non favorevoli. Pertanto, la coltura del grano duro ha tuttora interesse primario per qualsiasi programma di sviluppo del comparto agro-alimentare.

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