Omofobia, quali diversità possibili nella società contemporanea? 

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Spazio a cura dell'Associazione Famiglie Villacidresi

VILLACIDRO. Stiamo vivendo una reazione alla globalizzazione e al pensiero unico. Negli USA e in altri paesi come la Gran Bretagna c’è una chiusura nei confronti delle minoranze e dei più deboli, si mettono allo studio politiche sociali ed economiche in cui riemerge un’immagine di donna nella società non molto diversa da quella praticata da teocrazie sanguinarie che si richiamano ad altri valori religiosi ed economici rispetto a quelli dichiarati nel mondo occidentale.

E’ questa la reazione conservatrice di una pratica patriarcale delle società che pure hanno fallito nella costruzione di società più giuste e solidali? Non è più rinviabile la presa di consapevolezza che questo tipo di sviluppo competitivo è distruttivo sia per l’equilibrio del pianeta che dei suoi abitanti. Negli esseri umani, le donne avanzano giustamente la pretesa di essere considerate al pari degli uomini, di essere trattate come esseri liberi e responsabili della loro vita.

Assistiamo invece, a incredibili pratiche di violenza e di sopraffazione non più accettabili. L’altra metà dell’umanità è trattata, di fatto, solo come oggetto d’uso. 

Questo potere coercitivo esercitato produce malesseri sociali e personali sempre più diffusi. Nella nostra esperienza clinica sono in costante aumento le sindromi depressive e alimentari, solo per fare un esempio.

Le diversità che ogni umano porta nel proprio essere una persona unica ed irripetibile, consente e costringe allo stesso tempo le comunità e le famiglie a porsi domande anche inedite e a dare risposte ai bisogni di riconoscimento che ogni persona ha diritto di ricevere.

In particolare tutte le persone LGBTQI (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) devono vivere, spesso in clandestinità e con enormi sofferenze emotive e relazionali, le proprie diversità. 

Molte persone subiscono e soffrono per l’ostracismo sociale e familiare in cui sono relegate e chiedono di vivere serenamente le proprie scelte affettive. Noi abitiamo in un’isola da cui vanno via la maggior parte dei giovani, e non solo per mancanza di lavoro. Spesso manca l’accettazione, la comprensione e la solidarietà piena di cui tutti hanno diritto.

Come emanciparsi nel nostro tempo storico e nel nostro contesto mediterraneo da queste manifestazioni medioevali ancora presenti nelle famiglie e nelle comunità?

Come operare individualmente e collettivamente per una reciprocità cooperativa tra uomini e donne nella famiglia umana?

Ne parliamo con:

Carolina Gandolfi– Parma 

Simona Deidda e Stefania Mocci – Domusnovas 

Andry Mocci – Villacidro 

Maria Laura Annibali – Roma 

Verrà proiettato il doc-film “L’altra metà del cielo…continua” 

Discussant: Caterina Deon 

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