No al termodinamico minacciata una terra vocata al turismo e all’agricoltura

Il Consigliere regionale del Partito Democratico, Rossella Pinna, ribadisce l'opposizione all'installazione di un impianto solare termodinamico nel territorio di Gonnosfanadiga e Villacidro.

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Il Consigliere regionale del Partito Democratico, Rossella Pinna, ribadisce l’opposizione all’installazione di un impianto solare termodinamico nel territorio di Gonnosfanadiga e Villacidro.

“Condivido e apprezzo – riferisce l’on.le Pinna – la dura presa di posizione del Presidente della Regione Francesco Pigliaru che chiede con forza al Presidente del Consiglio dei Ministri, Gentiloni, un deciso intervento volto ad impedire la realizzazione dei due impianti di Gonnosfanadiga e Villacidro, dopo l’emissione di pareri opposti e contrastanti da parte degli uffici e ministeri e il successivo trasferimento della competenza alla Presidenza del Consiglio. Siamo già intervenuti in Consiglio regionale – afferma l’esponente del partito democratico – con la mozione n. 250/19, approvata lo scorso settembre, dove abbiamo espresso una netta contrarietà alla realizzazione di impianti termodinamici nei Comuni di Decimoputzu e Villasor e dell’analogo mega-impianto industriale termodinamico solare di Gonnosfanadiga-Villacidro e impegnato la Giunta a mettere in campo ogni azione per impedirne la realizzazione”.

“Appare perlomeno inopportuno – prosegue l’ex sindaco di Guspini – che qualche Società multinazionale, senza alcun titolo di proprietà sulle aree localizzate, voglia realizzare mega interventi, che occuperebbero superfici importanti senza il vantaggio di ridurre il costo dell’energia per l’utenza finale, né in grado di generare indotti compensativi per le comunità residenti e limitrofe, viceversa, capaci di creare impatti negativi sull’intero contesto socio-economico della comunità.
Per non parlare del disvalore paesaggistico, ambientale e storico del territorio, che vedrebbe modificate le caratteristiche geomorfologiche e del paesaggio agrario, compreso il deflusso dei corsi d’acqua superficiali, interferendo, con le opere edili, con il sistema di falda presente nell’area, e caratterizzando un consumo del suolo insopportabile”.

“Significativo è – conclude l’on.le Pinna – che in prima linea e contro, ci siano anche i Comitati di opposizione organizzati spontaneamente dai cittadini dei territori interessati, insieme alle amministrazioni locali, dimostratisi tutti contrari fin dagli inizi. L’agricoltura in quei territori rappresenta un valore aggiunto per lo sviluppo e il mantenimento dell’economia locale e non è accettabile, soprattutto, che dietro il tema della sostenibilità e della rinnovabilità possano nascondersi mega progetti le cui strategie vanno in direzione opposta a quelle che la Regione Sardegna ha in mente, legate a piccoli-medi impianti che soddisfano ampiamente le esigenze locali. Insieme al Presidente e all’intero Consiglio regionale, sono a fianco dei comitati territoriali nati in questi anni contro questi progetti energetici a grande impatto, e le amministrazioni locali”.

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